Tokyo, 26 gennaio 2017: Daisaku Ikeda, presidente dell’organizzazione buddista Soka Gakkai International (SGI), ha pubblicato la sua 35a proposta di pace annuale dal titolo “La solidarietà globale dei giovani: inauguriamo una nuova era di speranza”. Pubblichiamo qui di seguito la sinossi della sezione relativa al disarmo nucleare.

In merito al problema delle armi nucleari, Ikeda invita i capi di stato di Stati Uniti e Russia, che insieme detengono più del 90% dell’arsenale nucleare mondiale, a indire prima possibile un summit per intraprendere un percorso globale verso il disarmo.

Il Presidente Ikeda sottolinea il valore dell’appello per l’abolizione delle armi nucleari lanciato sessant’anni fa dal suo maestro, il secondo presidente della Soka Gakkai Josei Toda. Lo scopo di Toda era quello di rivelare la natura illusoria del principio di deterrenza nucleare; nel 1957 egli dichiarò con forza che l’uso delle armi nucleari non può essere giustificato per nessuna ragione.

Ikeda accoglie di buon grado l’adozione da parte dell’Assemblea Generale dell’ONU della risoluzione che darà inizio ai negoziati per un trattato che vieti le armi nucleari. Riconoscendo la difficoltà di convincere gli stati in possesso di armi nucleari a partecipare ai negoziati – in programma per marzo e giugno di quest’anno – Ikeda evidenzia come il Giappone, in qualità di unico paese ad aver vissuto l’esperienza dei bombardamenti nucleari durante la guerra, abbia la responsabilità morale di lavorare per far sì che il maggior numero di stati possibile partecipi ai negoziati.

Il suo invito è che tutti gli stati si impegnino nell’istituzione di tale strumento giuridico allo scopo di impedire che qualsiasi paese possa ancora essere colpito dagli orrori di una guerra nucleare, ed evidenzia inoltre come questa iniziativa sia del tutto coerente con il Trattato di non proliferazione nucleare (TNP) e in particolare con l’Art. VI dello stesso, nel quale si richiede a ogni stato firmatario di perseguire in buona fede negoziati verso il completo disarmo.

Ikeda sottolinea che le azioni intraprese dalla società civile durante il percorso dei negoziati aiuteranno a creare uno slancio che renderà il trattato una forma di “legge internazionale promossa dalle persone”.

 

fonte: http://www.sgi.org/in-focus/press-releases/peace-proposal-2017.html

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