Tic-Tac. «È il tempo che passa».
Tic-Tac. «Il momento si avvicina».
«Aspetta: non essere impaziente. Arriverà».
«Dov’è? Perché non arriva? Qualcuno l’ha mai vista?».
«Aspettiamo. Che noia aspettare! Giochiamo. A cosa? Io conosco solo un gioco: il “Gioco della Guerra”».
«Non dire quella parola! Altrimenti lei non verrà!».

Perché i bambini conoscono il gioco della guerra e non quello della pace? Esiste un gioco ispirato alla pace? Proprio con queste premesse, i ventuno studenti della classe 5°C della Scuola Elementare “Don Lorenzo Milani” di Bologna (Istituto Comprensivo n.21), hanno proposto il loro gioco: “Pace Libera Tutti”.
E, oltre ad essere il loro nuovo gioco improntato sulla pace, è anche il titolo dello spettacolo da loro messo in scena Sabato 5 Aprile 2014, presso il “Teatro Parrocchia Don Bosco – Bologna”; regia di Mara Vapori. Il tradizionale Nascondino, dunque, si trasforma nel gioco della pace – “Pace libera tutti” invece del classico “Tana libera tutti”.
«Questo è il nostro grido; questa è la nostra preghiera», avvertono.
Al termine dello spettacolo, hanno raccontato di aver decido di fare la suddetta messinscena a seguito della visita alla mostra “Senzatomica”, tenutasi a Bologna dal 11 ottobre al 03 novembre 2013, presso Palazzo D’Accursio.
Questi ragazzi hanno rielaborato lo spirito della mostra: se il motto di Senzatomica è «Trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari», loro hanno parafrasato e rielaborato il concetto con questo spettacolo, trasmettendo che la pace non va attesa, ma va perseguita; ognuno nel suo ambiente, con piccole azioni concrete, giorno dopo giorno.
«Se ti arrabbi non viene più!», si riprendevano a vicenda, riferendosi alla pace. Hanno colto il punto: già il nostro linguaggio, il modo di esprimersi, si trasformerà, inevitabilmente, in una violenza di tipo fisica.
Iniziano, dunque, a porsi sempre più domande: ma cos’è il diritto? Cos’è un dovere? Che peso hanno le nostre parole?
Proprio tutte queste domande conducono lo spettatore al culmine della questione, con un ben pensato climax ascendente: «Guerra non è il contrario di Pace». Questa è una frase che rielabora in maniera molto semplice – forse involontariamente – il pensiero del celebre scrittore russo Aleksander Solženicyn (1918-2008), Premio Nobel per la letteratura nel 1970.
I giovani attori, tuttavia, continuano ad aspettare. Quando arriverà? Ogni volta, trovano qualcosa da fare per non annoiarsi e riescono, in questo modo, a portare a galla un’altra questione: perché aspettare la felicità? Facciamola. Come si può fare la guerra, si può fare la pace; e loro così se la sono immaginata: come un gioco. Pace libera tutti.
Scrive il presidente della Soka Gakkai Internazionale, Daisaku Ikeda: «La rivoluzione umana di un singolo individuo contribuirà al cambiamento nel destino di una nazione e condurrà infine a un cambiamento nel destino di tutta l’umanità» (D. Ikeda, La Rivoluzione Umana, Volume I, Prefazione, IV, Esperia, 1994).
Questi ragazzi ne sono stati la prova concreta: il dialogo è l’unico strumento concreto per il raggiungimento della pace.

09 aprile 2014 – Bolgona
Andrea Capponi

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