SGI: Premio Nobel per la Pace a ICAN

11/12/2017

6 dicembre 2017

Hirotsugu Terasaki, Direttore Generale del Dipartimento di Pace e Questioni Globali della SGI

A nome della Soka Gakkai Internazionale (SGI), vorrei esprimere le mie più sentite congratulazioni alla Campagna Internazionale per l’Abolizione delle Armi Nucleari (ICAN) per il conferimento del Premio Nobel per la Pace 2017. ICAN ha dichiarato che questo riconoscimento rappresenta un tributo agli instancabili sforzi di tutti i soggetti che hanno perseguito incessantemente la messa al bando delle armi nucleari, primi fra tutti gli e le hibakusha e i membri della società civile che hanno lavorato strettamente al loro fianco. Una simile gioia condivisa ispira un sostegno ancora più forte a questa causa.

La SGI é fiera di essere un partner internazionale di ICAN fin dal 2007 e di avere lavorato insieme per l’obiettivo comune della completa eliminazione delle armi nucleari. Con nostro grande onore, é in questa veste che siamo stati invitati a partecipare a questa storica cerimonia di consegna. Desideriamo cogliere questa opportunità per esprimere la nostra stima sincera nei suoi confronti e confermare il nostro impegno a raddoppiare i nostri sforzi per realizzare un mondo libero dalle armi nucleari.

Alcuni suggeriscono che l’adozione del Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW) abbia ampliato il divario tra gli Stati nucleari e quelli non nucleari. Siamo al contrario convinti che esso rappresenti un’occasione per identificare quelle prospettive che permetteranno a numerosi soggetti pubblici di prendere parte al dibattito sulla messa al bando delle armi nucleari. I primi segni di questo impegno sono già visibili.

Il desiderio di proteggere le persone e le cose che amiamo è un sentimento fondante dell’essere umano. Basandoci sul desiderio umano universale di proteggere ciò che abbiamo a cuore, dobbiamo trovare nuove vie alla coesistenza. Perché ciò sia possibile, dobbiamo definire un nuovo ideale di sicurezza – una visione capace di armonizzare punti di vista apparentemente contrastanti, che sia facilmente comprensibile, solida e stimolante.

E’ con questo scopo che dobbiamo dare il via a un dibattito costruttivo, e al dialogo. Dobbiamo risvegliare le persone dall’incubo della teoria della deterrenza nucleare grazie alla chiara luce di un nuovo ideale di sicurezza. Il TPNW ha definito chiaramente il fine ultimo dell’umanità: il divieto e l’eliminazione delle armi nucleari. Siamo convinti che per raggiungere questo obiettivo non ci sia altra possibilità che continuare ad avanzare imperterriti e tenaci, rafforzando al tempo stesso i collegamenti con il regime di non proliferazione nucleare – il pilastro della battaglia internazionale per il disarmo e la non proliferazione nucleare.

Quello a cui stiamo assistendo non è, in definitiva, uno scontro tra gli Stati che possiedono armi nucleari e quelli che non ne possiedono. E’ piuttosto lo scontro tra la minaccia rappresentata dalle armi nucleari e il diritto di vivere del genere umano. Sotto il profilo della sicurezza globale, le armi nucleari costituiscono una minaccia. A livello etico e morale, esse sono sbagliate, e questo le rende inaccettabili a prescindere da chi le possieda. Il rischio geopolitico di un conflitto nucleare è attualmente a livelli quasi insuperati, ed è quindi fondamentale che questa consapevolezza sia ampiamente diffusa tra tutte le persone.

I membri della SGI in tutto il mondo sono determinati a fare sì che il TPNW possa diventare uno strumento fondamentale per il trionfo del genere umano sui propri impulsi autodistruttivi. Ci impegniamo a proseguire con i nostri sforzi in questa direzione al fianco dei nostri amici di ICAN e in quanto parte della società civile globale.