Il 27 febbraio 2016 migliaia di manifestanti si sono riuniti nel centro di Londra, muovendo da Marble Arch, per una imponente manifestazione contro le armi nucleari. La protesta era indirizzata, in particolare, contro il progetto governativo di rinnovo – per un costo stimato di almeno 41 miliardi di sterline – del Programma Trident (il “cuore” del programma nucleare della Gran Bretagna, costituito da quattro sottomarini Vanguard armati con un massimo di 8 missili e 40 testate): un programma giudicato dai manifestanti immorale (per la distruzione di milioni di vite umane che comporterebbe l’uso di armi nucleari), inutile (se bisogna credere all’affermazione “le armi nucleari non saranno mai usate”), costoso (tanto più in un periodo di austerità, con grandi tagli allo stato sociale e peggioramento delle condizioni di vita soprattutto delle fasce più deboli della popolazione). Quando la folla ha cominciato a raccogliersi, intorno a mezzogiorno, a Marble Arch, è rapidamente diventato evidente che l’evento sarebbe stato il più grande dal 1983, quando circa 300.000 persone si riunirono a Hyde Park per manifestare contro il dispiegamento di missili Cruise a Greenham Common, nel Berkshire. Erano presenti cittadini comuni, sindacalisti, leader religiosi, attivisti anti-nucleari, pacifisti, attori, musicisti, personalità del mondo della cultura, delle arti, della moda.

L’evento ha anche ricevuto un significativo sostegno internazionale, con attivisti provenienti da Giappone, Francia, Svizzera, Italia, Nuova Zelanda e Stati Uniti e l’invio di messaggi di sostegno e solidarietà da tutto il mondo.

Grande impatto ha avuto la partecipazione alla manifestazione del nuovo leader del partito laburista, Jeremy Corbyn, il quale ha ricordato di essersi unito alla campagna per il disarmo nucleare quando aveva 16 anni e di non avere mai smesso di credere in un futuro libero da armi nucleari.  La decisione di Corbyn di partecipare alla manifestazione è stata criticata sia all’interno del partito laburista, sia da alcune organizzazioni sindacali, che hanno avvertito che decine di migliaia di posti di lavoro qualificati dipendevano dal sostegno parlamentare al rinnovo del programma Trident. Corbyn ha replicato di credere in una politica diversa, che si occupa dei poveri e dei senza tetto (le principali vittime dei tagli alla spesa pubblica) e si è impegnato a chiedere al Governo di reinvestire parte del denaro stanziato per il programma Trident per mantenere posti di lavoro nelle zone che sarebbero colpite dalla decisione di interrompere il programma.

Cari Amici, ho appena aderito alla campagna Senzatomica per il sostegno dell’Italia all’abolizione delle armi nucleari. Fallo anche tu: www.senzatomica.it/goodbyenukes/

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