Il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW) è entrato in vigore il 22 gennaio 2021. È il primo trattato multilaterale sul disarmo nucleare ad essere stato negoziato in 25 anni (dal Trattato per la messa al bando totale degli esperimenti nucleari, CTBT) e il primo ad entrare in vigore in 49 anni (dal Seabed Treaty, che vieta la dislocazione delle armi nucleari e di armi di distruzione di massa nei fondali marini ed oceanici e nel loro sottosuolo).

Il TPNW è qui per rimanere e segna una vera svolta. Fornisce per la prima volta la totale e categorica proibizione delle peggiori armi di distruzione di massa, le uniche armi che pongono una grave minaccia all’esistenza umana e alla salute di tutto il pianeta. Il Trattato diventa adesso la norma rispetto alla quale verranno valutate le azioni e le non azioni messe in atto riguardo alle armi nucleari.

Comprende l’unico sistema concordato a livello internazionale e codificato da un trattato per l’eliminazione delle armi e dei programmi nucleari che prevede scadenze ed è sotto il controllo di verifiche. Ed è il primo trattato che obbliga tutti gli Stati parte all’assistenza delle vittime dell’uso e della sperimentazione di tali armi e, dove possibile, alla bonifica dell’ambiente contaminato dal loro uso e sperimentazione. 

Ci sono molte cose da fare per costruire la forza legale, politica e morale di questo storico trattato: far crescere le adesioni degli Stati e rafforzare la sua attuazione; metterlo in pratica il più efficacemente possibile per poter progredire nello sradicamento delle armi nucleari e allo stesso tempo nel ridurre le probabilità e la portata del loro uso. 

Con le lancette dell’Orologio dell’Apocalisse ancora pericolosamente messe in avanti come mai lo sono state, a 100 secondi dalla mezzanotte, l’implemento e l’impatto di questa luce del progresso in un paesaggio nucleare sempre più cupo è vitale e urgente.

Non abbiamo il lusso del tempo, di tollerare o tergiversare riguardo alla continua modernizzazione degli armamenti nucleari e al rifiuto dei nove Stati nucleari di adempiere al loro dovere di smantellare le loro bombe che provocheranno il suicidio del pianeta.

Non più tardi di 30 giorni dopo l’entrata in vigore del Trattato per gli Stati parte (il 21 febbraio 2021 per i primi 50 stati che lo hanno ratificato), questi ultimi devono presentare una dichiarazione insieme al Segretario generale delle Nazioni Unite delineando il proprio status concernente le armi nucleari.

Entro 18 mesi dalla sua entrata in vigore, ogni Stato membro deve aver sottoscritto e messo in atto un accordo con l’Agenzia dell’energia atomica per il processo di verifica e controllo del materiale fissile. Attualmente, l’unico Stato membro che non lo ha ancora fatto è la Palestina, che ha firmato l’accordo di controllo di sicurezza nel 2019 ma deve ancora farlo entrare in vigore.

Il Trattato specifica ciò che deve essere deciso durante la prima riunione degli Stati parte, che avverrà il 22 gennaio 2022 e sarà presieduto dal governo austriaco a Vienna: 

  • le regole di procedura di queste riunioni;
  • gli Stati che detengono armi nucleari che entrano a far parte del Trattato devono prima distruggere il proprio arsenale nucleare, oppure possono entrare a far parte del Trattato e poi distruggerlo. Nel caso di quest’ultima opzione, durante la prima riunione sarà deciso quanto sarà il tempo concesso per la distruzione delle testate nucleari da parte di uno Stato.

In generale, più vi sarà progresso nel promuovere e implementare il trattato alla prima riunione degli Stati parte e meglio sarà. 

Mentre molto potrà essere definito e raggiunto in una riunione ben preparata e ben guidata da Stati determinati e con unità di intenti, sarà importante, specialmente nell’assenza di un segretariato dedicato al TPNW, che la prima riunione possa organizzare i sistemi e i processi necessari per far continuare l’attuazione e la promozione del trattato nei due anni antecedenti alla prossima riunione e oltre. Il TPNW è stato negoziato attraverso un processo delle Nazioni Unite, su mandato dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il suo depositario è il Segretario generale. Perciò, far avanzare il Trattato è una questione legata alle stesse Nazioni Unite, incluso il Segretario generale e l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari sul disarmo e per gli affari legali. 

La prima riunione degli Stati parte potrà incrementare questi obiettivi in modo proficuo delineando i seguenti punti:

  • Definendo un programma di lavoro in più sessioni con obiettivi e scadenze chiari, con eventualmente gruppi di lavoro che prendono l’iniziativa in diversi campi. 
  • Tenere riunioni preparatorie o riunioni tra una sessione e l’altra.
  • Stabilire organi consultivi costituiti da esperti con mandati definitivi o mandati continuativi che affrontano argomenti chiave come:   
    • le autorità internazionali competenti richieste dal Trattato per negoziare e verificare l’eliminazione irreversibile dei programmi nucleari;
    • aggiornare regolarmente gli Stati parte sulle nuove prove raccolte e sugli sviluppi dell’impatto umanitario delle armi nucleari e sul rischio del loro uso;
    • fornire consulenze tecniche sulla base delle prove raccolte per adempiere ai doveri di assistenza alle vittime e di bonifica ambientale;
    • Fornire consulenza e supporto legale e tecnico agli Stati parte per prestare assistenza nello sviluppo delle misure di un forte implemento nazionale (e condividere questa buona norma).
  • Continuare la prolifica cooperazione e sinergica partnership tra i governi, le organizzazioni internazionali e la società civiltà nate durante l’Iniziativa Umanitaria, la quale ha dato luogo al Trattato. Questo include le più grandi organizzazioni umanitarie: la Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa, che ha giocato un tale ruolo costruttivo nelle negoziazioni del trattato ed è scritto in modo significativo nello stesso Trattato; la campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari (ICAN), la principale coalizione della società civile che chiede ai governi di ratificare il TPNW; e gli hibakusha di tutto il mondo – coloro che sono stati direttamente colpiti dall’uso delle armi nucleari e dalla loro sperimentazione. 

Tutto questo richiederà risorse, sia finanziarie che non. Gli Stati parte dovrebbero partecipare alla prima riunione avendo già svolto qualche azione per impegnarsi a fornire dei fondi.

Proibire le armi nucleari “è stato l’unico passo di maggior impatto e trasformazione possibile senza il coinvolgimento degli stati nucleari”. Il potere e il valore di questo risultato adesso richiedono di essere progressivamente incrementati. 

Per tutti coloro che sostengono il Trattato, un lavoro importante è quello di aumentare il numero degli Stati firmatari e trasformare quelle firme in ratifiche. Con 159 Stati che sostengono l’Iniziativa Umanitaria (Humanitarian Pledge) e 122 Stati che hanno votato l’adozione del Trattato nonostante la riprovevole pressione negativa di alcuni stati nucleari e dei loro alleati, è possibile raggiungere le 100 ratifiche nel corso dei prossimi uno o due anni. Vi sarà un momento di svolta quando il primo stato detentore di armi nucleari o un suo alleato sceglierà di essere dalla parte giusta della storia e diventare parte della soluzione, invece che del problema.

Gli Stati parte dovrebbero adempiere ai loro doveri rispettando i tempi previsti e in maniera efficiente, riportando regolarmente ciò che loro fanno per attuarli. Forse il più grande potenziale che può ampliare l’impatto del Trattato prima che qualche stato nucleare o un suo alleato entri a farne parte è nel rendere effettivo e concreto il divieto di aiutare, incoraggiare o indurre attività vietate, come richiedere e incentivare il disinvestimento dalle organizzazioni produttrici di armi nucleari, e anche attraverso la possibilità di modificare il Trattato per ampliarne il raggio di azione. Per esempio, il Trattato potrebbe essere modificato per richiedere agli Stati che lo hanno ratificato di ratificare anche il CTBT. Potrebbe essere di maggior impatto usare il Trattato per far avanzare il controllo e l’eliminazione dei materiali fissili chiedendo agli Stati parte di cessare qualsiasi produzione di uranio altamente arricchito; di porre fine a qualsiasi ritrattamento del combustibile nucleare usato per estrarre il plutonio ed eliminare o consegnare qualunque riserva di plutonio separato sotto la sicura custodia internazionale. 

Il Trattato è lo strumento migliore che abbiamo adesso contro le armi peggiori: usiamolo bene.

 

Tilman Ruff è un medico, cofondatore e fondatore di ICAN a livello internazionale e ICAN Australia. È co-presidente di Medici Internazionali per la prevenzione della guerra nucleare (IPPNW, Premio Nobel per la Pace 1985) e Direttore onorario del Dipartimento dei Popoli e della Salute Globale dell’Università di Melbourne; è stato presidente dell’Associazione Medica per la prevenzione della guerra (Australia) che insieme alla sua corrispondente organizzazione internazionale ha fondato ICAN

Tradotto da: Advancing the treaty on the prohibition of nuclear weapons