Daniel Högsta | ICAN


Il First Committee di quest’anno ha avuto luogo nel più importante contesto di sviluppo di disarmo nucleare in decenni: la negoziazione, l’adozione e l’apertura alla firma del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW).
Il 7 luglio di questo anno, dopo quattro settimane di negoziati, 122 stati hanno votato per l’adozione del TPNW, il primo divieto categorico delle armi nucleari, completando così la tripletta dei divieti contro le armi di distruzione di massa e segnando un potenziale punto di svolta per il disarmo nucleare.
La spinta per “la messa al Bando” ha avuto origine dal movimento per reimpostare il focus del dibattito intorno ai principi umanitari, allontanandolo dal fallito approccio concentrato sulla sicurezza. Conosciuta come “l’iniziativa umanitaria”, questa venne promossa dai gruppi della società civile, dai governi schierati su posizioni simili, dalle organizzazioni internazionali, e dal Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezza Luna Rossa. Tutti insieme hanno cercato di fare del disarmo nucleare una discussione a proposito delle persone.
Il Trattato è stato aperto alla firma il 20 settembre con una cerimonia di alto livello, con interventi da parte del Segretario Generale delle Nazioni Unite, il Presidente dell’Assemblea Generale, il Presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC), il Presidente del Costa Rica e il direttore esecutivo di ICAN Beatrice Fihn. Al momento, ci sono già più di 50 firmatari e anche diverse ratifiche.
Sostenere il TPNW è la risposta migliore che gli stati possono dare nel rifiutare l’atteggiamento irresponsabile di quegli stati dotati di armamenti nucleari, la cui posizione continua a rappresentare la più grave minaccia per la comunità internazionale. Minacciare una guerra nucleare sembra essere di moda oggigiorno, e non riguarda solo ciò che sta succedendo nella penisola coreana. La continua “modernizzazione” degli arsenali e le provocatorie esercitazioni militari sono solo passi avanti sulla via di un inevitabile disastro nucleare – sia esso intenzionale o accidentale.
Come ha affermato Peter Maurer di ICRC, “Oggigiorno il mondo ha bisogno della promessa di tale Trattato: la speranza per un futuro senza armi nucleari. L’umanità semplicemente non può vivere con il terrore di un conflitto nucleare e la paura dell’immensa sofferenza che tutti noi sappiamo ne risulterebbe. Il Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari costituisce un sollievo per tutta l’umanità, illuminando un percorso verso un mondo privo di armi nucleari.”
Non è detto che il divieto delle armi nucleari costituisca la fine di questo percorso: infatti è solo un inizio. Il TPNW è il necessario punto di partenza affinché il disarmo avvenga. Mentre l’eliminazione di tutti gli arsenali nucleari potrebbe essere un lungo processo, un chiaro rifiuto di tali armi a livello internazionale sarà una componente essenziale dei futuri sforzi per il disarmo.
Il bando costituisce ormai un fatto acquisito. Adesso è il momento di impegnarsi a compierne le promesse.

fonte: First Committee Monitor no. 1 – 2 October 2017

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