Venerdì 14 febbraio ha segnato la giornata ufficiale di apertura della mostra Senzatomica a cura della Soka Gakkai a San Marino. Per l’occasione, all’interno dell’Hotel Palace di Serravalle che la ospita, erano presenti gli Ecc.mi Capitani Reggenti i quali hanno apprezzato e condiviso l’iniziativa, partecipando attivamente alla visita della mostra, il cui taglio del nastro è stato affidato ai Capi di Stato. Un’inaugurazione pervasa da un sentimento di unione d’intenti, dove cultura e pace hanno avuto la meglio sulle diversità e hanno reso questo incipit ancor più incisivo.

La giornata successiva ha visto svolgersi una Tavola Rotonda, intitolata “Azioni concrete delle persone comuni per il disarmo”, condotta da Sonia Grassi a cui hanno preso parte alcune personalità del mondo politico sammarinese e non. Ad aprire il dibattito, il Segretario di Stato per la Cultura e l’Istruzione, Giuseppe Morganti: “l’educazione alla pace potrebbe partire da un cambiamento dei programmi scolastici. Si potrebbe dedicare più tempo a questo argomento puntando non tanto al trasferimento di nozioni, ma all’approfondimento delle competenze riguardo al tema.” A seguire Matteo Fiorini, Segretario di Stato per il Territorio, l’Ambiente e le Politiche Giovanili si sofferma sul legame tra pace e ambiente: “la pace consiste nella capacità di vivere la propria unicità i mezzo agli altri. Tutti i conflitti hanno un riverbero sull’ambiente, non solo inteso come natura, ma anche come ambiente sociale”. Questa occasione ha visto presente anche il Prof. Fabrizio Battistelli, il quale ha spiegato al pubblico le finalità e gli scopi di Archivio Disarmo, di cui è Presidente: “Archivio Disarmo nasce nel 1982 per informare la popolazione sulle tematiche delle armi di distruzione di massa. Ancora oggi si propone di svolgere questo compito di informazione verso la comunità, sia per ciò che concerne le tematiche della guerra, sia per ciò che riguarda la risoluzione dei conflitti”. Con Alberto Capannini, rappresentante Ass.ne Papa Giovanni XIII-Operazione Colomba, si arriva direttamente sul “fronte”, quello di guerra. Infatti, Operazione Colomba nasce da volontari che nel 1992, durante la guerra dei Balcani, decidono di dar vita a questo movimento che ancora oggi è operativo e si occupa di andare sul fronte senza armi a costruire la pace e a promuovere la non violenza. Incisive anche le sue parole: “occorre pensare che la nostra vita vale quanto quella degli altri. Noi cerchiamo di rispondere con la vita al come si guarisce la malattia dell’odio”. A offrire un’altra esperienza diretta, Carlo Romeo, Direttore Generale San Marino RTV e inviato di guerra: “chi è stato in guerra sa che non è possibile riportarne l’odore. Oggi la tecnologia consente di cancellare un intero paese dalla faccia della terra. Sensibilizzare le persone attraverso questa mostra è molto importante soprattutto perché non ci si deve abituare all’orrore. L’orrore ci deve fare indignare”. Nel proseguimento della discussione, viene messo al centro il concetto secondo cui il conflitto può essere gestito senza lo strumento della guerra. Questa è stata la riflessione che ha accompagnato l’intervento di Pierluigi Consorti, Prof. Ordinario Università di Pisa e Direttore del Centro di Studi per la Pace: “siamo un gruppo di professori universitari che si chiedono cosa fare per la pace. Per far sì che le scienze possano servire per la pace. La guerra viene utilizzata come strumento per risolvere il conflitto. In realtà ci sono diversi modi per gestirlo, come ad esempio intervenire senza armi e mettersi nei panni degli altri”. A questo punto della conferenza, offre il suo contributo di Piero Piraccini, Tavola della Pace: “questo movimento nasce nel 1962 e ogni due anni organizziamo la Marcia della Pace, di cui l’ultima ha contato trecento mila partecipanti. La sfida è tradurre in pratica il principio dell’interdipendenza e indivisibilità dei diritti umani e ridefinire la cittadinanza nel segno dell’inclusione”. A concludere, la Prof.ssa Enza Pellecchia, dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai – docente all’Università di Pisa: “trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari è la vera chiave di lettura della mostra. Questo significa non solo sensibilizzare, ma attivare una trasformazione interiore. Il vero nemico da sradicare è la convinzione di affrontare il conflitto con con l’annientamento dell’altro. Questa è un’offesa alla dignità e sacralità della vita”.

Cari Amici, ho appena aderito alla campagna Senzatomica per il sostegno dell’Italia all’abolizione delle armi nucleari. Fallo anche tu: www.senzatomica.it/goodbyenukes/

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