Di Achille Albonetti

1 – Il recente Accordo nucleare tra l’Iran e i 5 + 1 (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna) è indubbiamente un importante Accordo, che permette un controllo dello sviluppo nucleare civile, ed eventualmente militare, dell’Iran per 10-15 anni. Le previste frequenti ispezioni dell’AIEA sono essenziali.

2 – L’Accordo evita, inoltre, la minaccia di un intervento militare degli Stati Uniti o di Israele contro i siti nucleari dell’Iran, almeno durante il periodo in cui l’Accordo sarà in vigore e sarà rispettato (10-15 anni).

3 – Nei 10-15 anni è  auspicabile che l’Iran devoti le sue capacita economiche, industriali, e soprattutto politiche, per lo sviluppo del Paese e per avere un’influenza positiva nei rapporti con gli Stati limitrofi: Siria, Iraq, Libano, Israele, Turchia, Afghanistan, Egitto, soprattutto. Senza la collaborazione dell’Iran sarà molto difficile pacificare la zona.

4 – Se, invece, l’Iran continuerà, con i 100-150 miliardi di dollari liberati dall’abolizione delle sanzioni, ad avere un’influenza negativa sui Paesi sopra menzionati, l’Accordo nucleare mancherà in parte ad una delle sue importanti attese. In grande sintesi, cioè, l’Iran deve cessare di finanziare il terrorismo ed i Paesi che lo appoggiano.

5 – Siamo, tuttavia, ben lontani da una iniziativa vitale per il disarmo nucleare totale e, nemmeno, l’Accordo è un passo verso il disarmo nucleare parziale.

6 – L’Iran non è una potenza atomica militare ed ha firmato il Trattato contro la Proliferazione Nucleare (TNP).

7 – Colmo dei colmi, invece, cinque dei sei Stati firmatari del TNP e promotori dell’Accordo con l’Iran, sono Stati militarmentelegalmente nucleari. Possiedono migliaia di ordigni atomici e, per di più, hanno aumentato e migliorato il loro arsenale nucleare, malgrado l’impegno, sottoscritto firmando il TNP circa cinquant’anni fa, di disfarsi di tale arsenale.

8 – Questi cinque Paesi – Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna – sono, per di più, membri permanenti, e con diritto di veto, del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dopo 70 anni dalla sua istituzione.

9 – Questo è il problema centrale della pace oggi. Questa è la sfida che dovremmo affrontare, seppur con prudenza e saggezza.

10 – In grande sintesi: la pace del mondo, per la prima volta nella Storia, è affidata a due organismi, di cui fanno parte tutti i quasi duecento Stati del Mondo: l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), dal 1945; e il Trattato contro la Proliferazione Nucleare (TNP) dal 1970.

11 – Ambedue gli Statuti di questi organismi mondiali hanno come obiettivo la pace.

12 – Purtroppo, ambedue gli organismi sono fortemente discriminatori e, quindi, ingiusti. E questa caratteristica, prima o poi, sarà pagata dalla comunità internazionale e minerà l’efficacia dei due Trattati.

13 – Come accennato, infatti, il massimo organismo dell’ONU – il Consiglio di Sicurezza – è composto da quindici Stati, dieci a rotazione biennale, e cinque permanenti e addirittura, con diritto di veto.

14 – Quest’ultima caratteristica fa sì che, sovente, l’azione dell’ONU per la pace è paralizzata dal veto di un suo componente.

15 – Dopo settanta anni dalla sua creazione è inaccettabile che l’ONU sia strutturato in questa maniera gravemente discriminatoria, che, per di più, ha minato e mina il raggiungimento del suo scopo cruciale: la pace.

16 – Il Trattato contro la Proliferazione Nucleare (TNP), come accennato, è ugualmente profondamente discriminatorio.

17 – Non è assolutamente accettabile che, dopo circa cinquant’anni dalla sua entrata in vigore, cinque Stati siano tuttora, ai termini del Trattato, militarmente e legalmente nucleari, poiché, come recita l’Articolo nove del Trattato, hanno esploso una bomba nucleare prima del 1° gennaio 1967. E questi cinque Stati sono gli stessi che fanno parte, come membri permanenti e con diritto di veto, del Consiglio di Sicurezza, massimo organo dell’ONU.

18 – Questi cinque Stati, per giunta, come accennato, sono inadempienti, poiché non hanno abolito il loro arsenale nucleare, come previsto dal TNP. Anzi lo hanno modernizzato.

19 – L’Italia ha un privilegio unico nel mondo. È il solo Paese, che ha rinunciato, con il referendum del 1987, a qualsiasi attività nucleare, civile o militare.

20 – L’Italia pertanto, mi sembra più che titolata ad iniziare un’azione in favore della pace e per contribuire a ristabilire la verità e la giustizia. Tra un anno e, per due anni, farà parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Achille Albonetti

Curriculum Vitae

Achille Albonetti è stato per venti anni Direttore per gli Affari Internazionali e gli Studi Economici del Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare. Governatore permanente per l’Italia del Consiglio dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica delle Nazioni Unite (AIEA). Presidente della Total Italiana e dell’Unione Petrolifera. Direttore Responsabile della Rivista “Affari Esteri“. Autore di numerosi libri sulla politica internazionale e l’energia nucleare. (achille albonetti online)

Fonti

The New York Times“, “The Wall Street Journal“, “The Financial Times

 

Disclaimer 

L’opinione espressa è dell’autore e non rispecchia necessariamente la posizione della campagna Senzatomica.

Cari Amici, ho appena aderito alla campagna Senzatomica per il sostegno dell’Italia all’abolizione delle armi nucleari. Fallo anche tu: www.senzatomica.it/goodbyenukes/

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