18 gennaio 2016

La settimana scorsa, poco dopo la dichiarazione della Repubblica Popolare Democratica di Corea di avere detonato una bomba all’idrogeno, gli Stati Uniti hanno effettuato un test simulato delle nuove bombe B61-12 nel deserto del Nevada.

Le nuove arrivate nell’arsenale USA sono “bombe atomiche più piccole” teleguidate ad alta precisione. Si tratta di dispositivi mai testati in precedenza, progettati per sostituire le bombe B61 attualmente esistenti, dispiegate prevalentemente in cinque stati d’Europa (Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi e Turchia). La nuova bomba è equipaggiata con sensori manovrabili, che le permettono di puntare e distruggere obiettivi sotterranei, e una potenza variabile, ma comunque capace di generare un’esplosione tre volte superiore a quella che distrusse Hiroshima.

Simili ordigni “più piccoli” e “più intelligenti” rischiano di rendere le armi nucleari più facili da utilizzare. Nonostante l’impegno a ridurne il peso nelle politiche di sicurezza, un’aumentata facilità d’uso delle armi atomiche rischia di rafforzarne il ruolo, soprattutto nella dottrina nucleare della NATO. James N. Miller, uno dei funzionari governativi degli Stati Uniti che hanno contribuito allo sviluppo del piano di ammodernamento, ha dichiarato che “qualora la deterrenza dovesse fallire, la riduzione delle vittime civili rappresenterebbe un approccio più etico e credibile”, nonostante l’intera teoria della “deterrenza” nucleare riposi sull’assioma che essa non possa fallire.

“Questo modello di B61 rappresenta una nuova arma nucleare, uno sviluppo molto inquietante” dichiara Beatrice Fihn, Direttore Esecutivo di ICAN. “Potrebbe ridurre la soglia oltre la quale ipotizzare l’utilizzo delle armi nucleari, e, una volta posizionato nelle basi NATO in Europa, aumentare le tensioni e il rischio concreto di un suo utilizzo. Secondo numerosi esperti questo rischio è già al suo apice dalla fine della Guerra Fredda, e queste armi nucleari “più piccole” causerebbero comunque danni umanitari devastanti e scatenerebbero una guerra nucleare.”

Gli stati in possesso di testate nucleari ritengono di avere il diritto di utilizzare armi capaci di sterminare civili in massa, distruggere città, sconvolgere l’intero sistema climatico, e minacciare la sopravvivenza stessa del genere umano. L’idea di creare testate nucleari “più piccole” o “più precise” non è né credibile, né etica. I testi nucleari condotti dalla Corea del Nord e dagli Stati Uniti e il continuo sviluppo e ammodernamento degli arsenali di tutte le potenze nucleari dimostrano l’incapacità dell’attuale quadro giuridico di impedire che uno stato sviluppi, possieda o potenzi armi nucleari.

“L’unico approccio credibile ed etico passa per la totale messa al bando delle armi nucleari, il blocco di tutti i programmi di ammodernamento e l’eliminazione degli arsenali esistenti. La comunità internazionale deve assumersi la piena responsabilità di impedire una nuova corsa agli armamenti tramite la stipula di un trattato internazionale giuridicamente vincolante per la messa al bando delle armi nucleari. Questo è un passo concreto, realizzabile ed efficace per facilitare il disarmo nucleare nel contesto attuale”, dichiara Fihn.

link fonte: http://www.icanw.org/campaign-news/the-united-states-tests-new-smaller-nuclear-weapons/

Traduzione di Giulia Briguglia

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