pubblichiamo la traduzione di un articolo del 4 gennaio 2018 di James Baier, Michael Musharbash e Autumn Vogel

L’ abolizione delle armi nucleari è una questione progressista che dobbiamo prendere sul serio

In qualità di studenti di medicina americani, abbiamo partecipato alla cerimonia di consegna del Premio Nobel per la Pace ad Oslo, in Norvegia, il 10 dicembre 2017. La Campagna Internazionale per l’Abolizione delle Armi Nucleari (ICAN) ha vinto il premio di quest’anno per aver aumentato la consapevolezza globale sulle catastrofiche conseguenze umanitarie dell’utilizzo delle armi nucleari. Nel 2017 la coalizione di organizzazioni della società civile ICAN, che opera attraverso 100 paesi, ha spinto numerosi governi ad adottare il primo trattato della storia dell’ONU che vieta categoricamente le armi nucleari. I trattati internazionali volti a ridurre gli arsenali nucleari non sono una novità; perché dunque il Comitato per il Nobel avrebbe scelto di onorare ICAN? Gli sforzi di questa organizzazione sono unici, poiché la campagna ridefinisce il disarmo nucleare come una questione umanitaria. Vedere l’impatto che queste obsolete e pericolose armi hanno sulle persone e sull’ambiente evidenzia l’assoluta necessità di abolirle completamente, così da evitare che i conflitti regionali possano ancora minacciare la sopravvivenza dell’intera specie. Questo movimento globale è guidato in gran parte da cittadini comuni che si preoccupano della salute, dei diritti umani e dell’ambiente. Molti in questo movimento internazionale sono membri della generazione cosiddetta millennial, giunti ad Oslo da diversi continenti del mondo.

Incontrare questi giovani che hanno tanto a cuore il tema del disarmo nucleare è stata un’esperienza che ci ha davvero cambiato la vita, vissuta non come dei millennial che vengono in Europa a farsi i selfie, ma come universitari che se ne stanno svegli fino alle 4 di mattina per discutere di questioni importanti col loro compagno di stanza. Con grande piacere, abbiamo constatato che i giovani di questa generazione in tutto il mondo stanno progressivamente assumendo la guida per risolvere questo problema. Abbiamo incontrato uno studente polacco che ha organizzato un’esercitazione anti esplosione nucleare nella sua università. Abbiamo incontrato uno studente keniota che ha condotto una campagna popolare per la difesa dell’ambiente contro l’aumento della produzione di energia nucleare operato dal governo. Abbiamo incontrato uno studente nepalese che utilizzava Facebook per creare una rete di promotori della pace in tutta l’Asia.

Abbiamo anche avuto un assaggio del potere che potrebbe scaturire da un movimento globale di giovani per un cambiamento progressivo più ampio. Siamo la generazione più grande e interconnessa che la specie umana abbia mai conosciuto: le persone sotto i 30 anni costituiscono attualmente oltre la metà della popolazione mondiale. Siamo anche particolarmente vulnerabili alle conseguenze del cambiamento climatico, delle armi nucleari, del degrado ambientale e della disuguaglianza in termini di ricchezza, perché saremo noi a guardare i nostri figli soffrire, se non saremo in grado di agire. Abbiamo valori, esperienze e debolezze comuni che ci uniscono e, per la prima volta nella storia dell’umanità, internet ha permesso ad un’intera generazione di rendersene conto e di fare qualcosa.

Abolire le armi nucleari ed eliminare l’eventualità che l’umanità si distrugga da sola in un olocausto nucleare è parte della lotta progressista della nostra generazione. A differenza dei paesi dotati di armamenti nucleari, che vedono le armi nucleari come uno strumento per mantenere il loro potere geopolitico, noi vediamo la nostra campagna per il disarmo come un movimento internazionale più ampio in favore della giustizia razziale, economica e sociale. Le armi nucleari sono un problema che riguarda particolarmente le donne, perché l’esposizione alle radiazioni nuoce gravemente alla loro salute riproduttiva. Le armi nucleari sono un problema che riguarda la giustizia razziale, perché le comunità indigene sono state colpite in modo esagerato dall’estrazione di uranio e dalle conseguenze radioattive dei test nucleari. Le armi nucleari sono un problema sanitario globale, perché anche una guerra nucleare regionale solleverebbe abbastanza fuliggine nell’atmosfera da causare improvvisi cambiamenti climatici e metterebbe 2 miliardi di persone a rischio di carestia, a causa della diminuzione della produzione agricola. Le armi nucleari sono un problema ambientale, perché milioni di galloni di fanghi radioattivi che risalgono alla produzione di armi dell’era della Guerra Fredda continuano a contaminare il nostro suolo e l’acqua potabile. Le armi nucleari sono un problema socioeconomico, perché spendere miliardi di miliardi di dollari dei contribuenti per mantenere e aggiornare il nostro arsenale nucleare devia le risorse dai programmi sanitari, educativi e infrastrutturali. Come ha affermato Papa Francesco, le armi nucleari sono anche una questione morale, perché la convivenza pacifica può essere sostenuta soltanto da un’etica della solidarietà, non da un’etica della paura.

Dopo Oslo, ora è il momento che questa iniziativa per abolire le armi nucleari promossa dalla nostra generazione metta le radici negli Stati Uniti. Il Governo degli Stati Uniti e gli altri 8 paesi dotati di armamenti nucleari hanno boicottato le negoziazioni per il trattato di ICAN sul disarmo. In seguito all’adozione del trattato, gli Stati Uniti, l’Inghilterra e la Francia hanno dichiarato che non appoggeranno mai un tale sforzo. Questa è una dichiarazione oltraggiosa da parte di nazioni democratiche. La decisione non spetta ai governi, spetta a noi.

Il disarmo nucleare è parte del movimento della nostra generazione per un futuro equo e vivibile. Gli americani possono schierarsi a fianco degli attivisti di ICAN di tutto il mondo e lavorare a livello locale facendo pressione sui rappresentanti del governo affinché sostengano il disarmo. Gli attivisti di ICAN hanno già convinto più di 500 parlamentari (di cui più della metà del solo Parlamento italiano ndr) ad appoggiare il trattato. Mentre il nostro lavoro qui negli Stati Uniti è sospeso, il trattato per il disarmo nucleare ed il premio Nobel ICAN hanno già ispirato un’ondata di risoluzioni locali e campagne di disinvestimento che invitano gli Stati Uniti a perseguire l’abolizione delle armi nucleari.

Le armi nucleari sono un problema che i giovani progressisti americani non possono ignorare. Dai il tuo contributo con una risoluzione locale o uno sforzo di disinvestimento nella tua comunità, oppure dai il via alla tua campagna! Possiamo superare questa minaccia, uniti, in un movimento giovanile internazionale per un progresso umano sostenibile. Mettiamoci al lavoro!

James Baier, Michael Musharbash e Autumn Vogel sono membri dei capitoli studenteschi dei Medici per la Responsabilità Sociale (PSR). Musharbash e Vogel hanno rappresentato la PSR a Oslo, in Norvegia, alla cerimonia di consegna del Premio Nobel per la Pace alla Campagna Internazionale per l’Abolizione delle Armi Nucleari, di cui la PSR è un’organizzazione partner. Sono studenti di medicina del secondo anno presso l’Università della Pennsylvania, la Northwestern University e la Pennsylvania State University.

link fonte: http://truth-out.org/buzzflash/commentary/nuclear-abolition-a-model-for-international-youth-activism?utm_content=buffer6380b&utm_medium=social&utm_source=twitter.com&utm_campaign=buffer