Signora Presidente,

Grazie per avermi dato la parola. Parlo a nome di Amplify, un network di giovani provenienti da ogni regione del mondo che lavorano attivamente per l’abolizione delle armi nucleari.

I giovani spesso non vengono considerati nei dibattiti per i negoziati delle Nazioni Unite e nei processi decisionali, in particolare in tema di disarmo. Tuttavia crediamo fortemente che siamo attori fondamentali e che questi negoziati potranno trarre beneficio dall’inclusione delle voci dei giovani di tutto il mondo. Al fine di superare l’inerzia troppo spesso presente nel disarmo nucleare, sarà importante portare idee fresche, voci nuove e approcci innovativi. I giovani sono innovatori e in quanto nativi nell’era digitale, non solo siamo al passo con il mondo che cambia ma siamo noi a costruirlo. I giovani stanno progettando il modo in cui tutti noi interagiamo e come le informazioni vengono condivise.

I Paesi dotati di armi nucleari investono ingenti risorse per costruire, rinnovare e mantenere le armi nucleari, risorse che potrebbero altrimenti essere utilizzate per rafforzare l’educazione, lo sviluppo economico, e le istituzioni sociali in vista dell’Agenda del 2030. Investire nella modernizzazione di armi disumane, indiscriminanti e crudeli invece che in servizi ai cittadini limita le opportunità per le nuove generazioni.

Amplify ritiene che tale trattato dovrebbe vietare l’uso, la minaccia di uso, il possesso, lo stoccaggio, la produzione e il commercio di armi nucleari, cosi’ come il divieto di assistenza ad uno qualsiasi di questi atti vietati. Queste disposizioni dovrebbero essere il nucleo di un trattato che vieti le armi nucleari. Amplify incoraggia gli Stati a riconoscere che il divieto di assistenza implica anche il divieto di investimenti. L’inclusione della questione del finanziamento nel testo rafforzerà la portata e l’effetto del trattato e rinforzera’ l’impatto degli sforzi per ridurre i danni umanitari attraverso un’applicazione rafforzata delle norme globali e del diritto internazionale.

Oltre ai divieti, il trattato dovrebbe contenere paragrafi operativi con obblighi positivi. Come rete di giovani, Amplify pone una grande importanza sull’istruzione al disarmo e sull’educazione al rischio. Tutti gli Stati parti del futuro trattato dovrebbero avere l’obbligo di sostenere l’educazione al disarmo a livello globale e di supportare ogni forma di educazione al rischio che possa essere necessaria per garantire alle persone che vivono dentro e vicino a zone rese pericolose dall’uso di armi nucleari o esplosioni nucleari di avere gli strumenti necessari per vivere al sicuro. Chiediamo anche agli Stati di includere nei paragrafi operativi del trattato previsioni assistenziali basate sui diritti delle vittime e sensibili alle differenze di eta’ e di genere.

Infine Signora Presidente, guardando verso il futuro riteniamo che i risultati di tali negoziati avranno successo e saranno sostenibili solo se ci impegniamo a coinvolgere i giovani, che ora sono, o che un giorno saranno, coloro i quali prenderanno decisioni e saranno a capo dei governi. E ‘necessario che i giovani siano coinvolti, cosi’ che il mondo non ripetera’ mai piu’ l’errore di produrre, minacciare di usare o usare armi nucleari.

Grazie Signora Presidente.

Cari Amici, ho appena aderito alla campagna Senzatomica per il sostegno dell’Italia all’abolizione delle armi nucleari. Fallo anche tu: www.senzatomica.it/goodbyenukes/

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