Tre Artisti per la Pace

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aprile 2015

28apr

Tre Artisti per la Pace

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TRE ARTISTI PER LA PACE
Renato Mambor, Giovanni Albanese, Tatsuo Uemon Ikeda
a cura di Guglielmo Gigliotti e Ada Lombardi

Inaugurazione Martedì 28 Aprile 2015 alle ore 18.30

Pensieri nativi: quadro scenico di Renato Mambor (Lettura di Paola Lorenzoni)
Tanti auguri: opera performativa di Giovanni Albanese
L’infanzia di Tatsuo: installazione di Tatsuo Uemon Ikeda (Lettura di Francesca Picozza)

PROGRAMMA
ore 16.00 inizio dell’installazione del filo rosso di Tatsuo Uemon Ikeda
ore 16.30 presentazione delle tre performances di Ada Lombardi
ore 17.00 “Pensieri nativi” quadro scenico di Renato Mambor
ore 17.30 “Tanti auguri” opera performativa di Giovanni Albanese
ore 18.00 “L’infanzia di Tatsuo”di Tatsuo Uemon Ikeda

ore 18.30 Inaugurazione

Replica della presentazione di Ada Lombardi e delle performances degli artisti

ore 19.00 “Pensieri nativi” quadro scenico di Renato Mambor
ore 19.30 “Tanti auguri” opera performativa di Giovanni Albanese
ore 20.00 “L’infanzia di Tatsuo” di Tatsuo Uemon Ikeda

Da un’idea di Ippolita d’Ayala Valva e Marta Bianchi.
In collaborazione con l’Archivio Mambor.
Con il patrocinio della Fondazione Italia Giappone

TRE ARTISTI PER LA PACE
Renato Mambor, Giovanni Albanese, Tatsuo Uemon Ikeda

Solo gli infelici fanno la guerra. Coloro che coltivano quella parte della vita profonda in cui alberga naturale serenità, coloro che lavorano tutti i giorni per alimentare il proprio lato ampio e libero, non sanno fare la guerra. La meditazione, la preghiera e tutte le arti sono strumenti escogitati dall’uomo per entrare in contatto con la condizione di elementare bellezza della realtà, quando è colta nella sua sostanza più vera e più viva.

La guerra è infatti solo l’epifenomeno storico più evidente e tragico di una condizione di conflittualità implicita alle pratiche umane comuni: la guerra germoglia in epoca di pace. Lavorare per la pace è lavorare soprattutto su se stessi, affinché il nostro sguardo sul mondo si faccia terso, e captare della realtà quella intrinseca armonia che la rende un’opera d’arte infinita.

Guglielmo Gigliotti

Biografie degli artisti:

Renato Mambor
( 1936 – 2014 ) Nato a Roma.

Protagonista della ricerca nelle arti visive fin dalla fine degli anni ’50, è uno dei primi artisti a sconfinare dalla pittura in altri linguaggi, quali la fotografia, il cinema, la performance, la poesia visiva, le installazioni, il teatro.
E’ annoverato tra i pittori della Scuola Romana di Piazza del Popolo perché espone negli anni ’60 alla Galleria La Tartaruga gli Uomini Statistici, i TIMBRI, i RICALCHI.
Si trasferisce in seguito a Genova e prosegue una linea analitico concettuale con i RULLI, il FILTRO, l’EVIDENZIATORE.
Costruisce una scultura primaria di metallo, denominata TROUSSE, e la fa agire da attori. Inizia così una lunga esperienza in campo teatrale come autore, attore, regista.
Nel 1989 torna alla pittura con nuove tematiche ed invenzioni. Espone al Pala Expo “L’Osservatore e le Coltivazioni”, realizza installazioni spettacolari come FERMATA D’AUTOBUS, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma nel 2007 presenta SEPARE’. Approfondisce la tematica della dualità e della separazione tra l’organismo e l’ambiente con nuovi lavori, in mostre in Italia e all’estero.
A Milano alla Fondazione MUDIMA, in mostra “CONNESSIONI”. A Napoli, a Castel Sant’Elmo “IN PRESTITO DALL’INFINITO”. A LONDRA “STORYTELLING”. A Berlino all’Hamburger Banhof “THREADS”. A Praga “ NEI PRESSI DELL’ORIGINE”.
Nel 2014 espone a: Roma, al MACRO, “ATTO UNICO”; Mantova, Palazzo Te “CAMPIONATORE”, Brescia, nello Spazio Culturale Marzia Spatafora “MAMBOR”, Trelazè , Anciennes ecouries des ardoisieres “ LES YEUX CHARGES”, Padova al CentroCulturale Altinate-San Gaetano “RENATO MAMBOR PENSIERI NATIVI”.
Nel 2015 a Parigi la Galleria Pierre-Alain Chailler presenta una personale di Mambor all’Art Paris.

Giovanni Albanese
Artista e regista, nato a Bari nel 1955, vive a Roma.

Laureato in Architettura, al Politecnico di Torino. È titolare della Cattedra di Decorazione all’Accademia di Belle Arti di Roma.
Nel 2011 è presente con l’opera “Costellazione” alla 54a Biennale di Venezia a Palazzo Bianchi Michiel con la Fondazione Pino Pascali. Nello stesso anno è presente con l’installazione “7 grandi canestri” nella zona rossa del centro storico de L’Aquila, ed esce nelle sale il suo film “Senza arte né parte” prodotto da Lumiere &C e Rai Cinema.
A dicembre/febbraio 2009/2010 ha realizzato l’installazione “Luci d’Artista” nel centro storico di Spoleto.
A giugno/luglio 2009 ha esposto al Chelsea Art Museum di New York.
Nel 2008 è finalista e Premio Acquisto al Premio Terna 01 per l’Arte Contemporanea.
Nel 2003 è uscito nelle sale il suo lungometraggio “A.A.A. Achille”, film scritto con Vincenzo Cerami, con musiche di Nicola Piovani, con cui ha vinto il Giffoni Film Festival.
Nel 2002 gli è stato assegnato il “Premio Pino Pascali per l’Arte Contemporanea”.
Nel 1996 è stato invitato alla XII Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma.
Nel 1995 con “Sabbie mobili” vince il Premio come Migliore Opera Straniera alla “1° International Biennal of Kamnik”, Slovenia.

Tatsuo Uemon Ikeda
Uemon Ikeda, nome d’arte di Tatsuo Ikeda, artista e pittore giapponese, nato a Kōbe nel 1952 vive e lavora a Roma.

Negli anni settanta si trasferisce da Tokyo a Roma dove frequenta l’Accademia di Belle Arti diplomandosi nel 1977.
Nel 1989 espone a Tokyo (mostra personale) “Uemon Ikeda”, presso la Lunami Gallery (testo Masaaki Iseki) curata da Emiko Namikawa.
Nel 1991 viene invitato a partecipare alla collettiva “Simultaneità – Nuove Direzioni dell’Arte Contemporanea Giapponese” a Palazzo Braschi, Roma.
Nel 2000 e 2005 espone a Roma al Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza (mostre personali): Uemon Ikeda-Acrobazia (da cui il libro: Uemon Ikeda – Simonetta Lux, Acrobazia edit. Lithos, Roma, 2000); e “Un ragazzo che voleva vivere nel rettangolo” entrambe curate da Simonetta Lux. Nel 2011 Tokyo, presso TOKI Art Space mostra personale “Golden Fleece – Jason The beautiful Medea” curata da Noriko Toki.
Il filo rosso di lana e seta dell’istallazione temporanea a Senzatomica nasce da una sua ideazione negli anni ’80 ed appartiene, ed è intimamente legato, al vissuto dell’infanzia dell’artista.
Da allora, sbocciati con particolare intensità negli ultimi anni, le sue opere temporanee sono state esposte in molti scenari simbolici della Città Eterna: Piazza Farnese, Piazza Trilussa (festa de Noantri 2012), il giardino di Villa Borghese, negli spazi esterni della Sinagoga-Tempio Maggiore di Roma (Giornata Europea della Cultura Ebraica), nella piazza del Campidoglio (Giornata della Terra 2014), nel piazzale del MAXXI (Giornata del Contemporaneo).

Scarica il comunicato stampa clicca qui.

Quando

(Martedì) 16:00 - 21:00

Dove

Spazio Factory - La Pelanda (ex mattatoio di Testaccio)

Piazza Orazio Giustiniani, 4 Roma

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