“Alle radici del disarmo nucleare. Hiroshima e Nagasaki tra storia e memoria”

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dicembre 2011

1dic

"Alle radici del disarmo nucleare. Hiroshima e Nagasaki tra storia e memoria"

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Resoconto sulla conferenza tenutasi presso la Scuola Normale Superiore di Pisa il 1° dicembre 2011.
“Alle radici del disarmo. Hiroshima e Nagasaki tra storia e memoria”: questo il titolo della conferenza organizzata il 1° dicembre 2011 dal Forum degli Allievi della Scuola Normale Superiore di Pisa in stretta e proficua collaborazione con la prof.ssa Enza Pellecchia membro del comitato scientifico della campagna Senzatomica; l’iniziativa ha visto la numerosa partecipazione delle scuole superiori della città ed è stata patrocinata dal Comune di Pisa e dall’Assessorato alle Politiche Educative, Città dei Valori e Memoria. L’obiettivo era quello di riflettere insieme sui tentativi di rimozione della memoria del bombardamento effettuati dal governo americano nel dopoguerra soprattutto tramite il sapiente occultamento delle immagini fotografiche prodotte all’indomani di quei terribili momenti; in primo luogo gli organizzatori hanno voluto salutare i presenti e spiegare che l’iniziativa, la prima nel suo genere nell’ambito delle attività della Scuola Normale Superiore, è del tutto sperimentale e intende perseguire un dialogo paritetico tra studenti di varie età sul tema del disarmo al fine di costruire i prossimi incontri di quello che vorrebbe essere un ciclo di iniziative.

Inoltre, partendo dalle domande e dagli interessi degli stessi giovani partecipanti, gli studenti del Forum si augurano di poter proseguire la collaborazione in ambiti diversi, secondo quanto emergerà nel corso del tempo. Spazio è stato dato anche ad una doverosa spiegazione del titolo dell’iniziativa che, collegando i termini “radici” e “disarmo” ai drammatici eventi di Hiroshima e Nagasaki, intende sottolineare il valore imprescindibile che la memoria del bombardamento e delle sofferenze da esso provocate assume nell’ambito della costruzione di una consapevole e determinata volontà rivolta al disarmo.

 

La prof.ssa Pellecchia ha tenuto il primo intervento illustrando le caratteristiche e le finalità della campagna Senzatomica ed esplicando il ruolo centrale avuto dall’Istituto Buddista Soka Gakkai nella sua promozione e nell’organizzazione della mostra “Senzatomica. Trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari” inaugurata a Firenze il 26 marzo 2011; il dott. Riccardo Rosati ha minuziosamente ricostruito la storia socio-politica del Giappone tra anni Venti e Trenta fornendo una cornice ideale e di grande utilità per facilitare la comprensione degli eventi della storia giapponese che hanno condotto il paese al secondo conflitto mondiale. La dott.ssa Curcio ha poi ripercorso i momenti successivi al bombardamento nucleare dal punto di vista fotografico e giornalistico per comprendere il ruolo che le immagini hanno avuto nella costruzione della memoria relativa all’evento nell’opinione pubblica americana e giapponese; di grande impatto sono state le immagini mostrate dalla relatrice durante il suo intervento: si trattava infatti di fotografie che raramente vengono esibite proprio per la loro crudezza. Eppure, come hanno sperimentato i presenti, proprio l’appropriazione catartica del senso profondo di queste immagini ci rende capaci di ricordare eventi simili per imprimere profondamente in noi ciò che le bombe hanno prodotto nella vita di esseri umani che, come noi, si sono trovati fragili ed inermi di fronte a eventi così funesti; quello del ricordo è un esercizio che deve tavolta essere doloroso poiché il dolore può essere veicolo di riflessione e ci obbliga a recuperare elementi della nostra memoria individuale e collettiva che non vorremmo ricordare ma solo obliare per poter vivere nell’aura piacevole di una falsa serenità. Ognuna di queste immagini invece ci ripete perentoriamente, per dirla con Primo Levi: “Meditate che questo è stato: vi comando queste parole”.

Nella parte successiva dell’incontro si è dato spazio alle domande e ai contributi dei presenti; alcuni hanno mostrato un interesse particolare rispetto alle differenze tra militarismo giapponese e fascismo italiano, altri invece hanno messo in dubbio l’impostazione dell’incontro affermando che l’uso delle bombe atomiche fu un “male necessario” vista la decisa volontà del Giappone nel proseguire il conflitto. Le numerose risposte hanno evidenziato il fatto che erano già in corso consultazioni tra l’Unione Sovietica e il Giappone per la resa di quest’ultimo e che, in ogni caso, una sola bomba sarebbe stata più che sufficiente per mandare un messaggio forte al governo nipponico mentre le due bombe di diversa tipologia (la prima, “Little Boy”, all’uranio; la seconda, “Fat Man”, al plutonio) effettivamente fatte esplodere fanno piuttosto pensare alla logica dell’esperimento di color che tante energie e denaro avevano investito nel progetto Manhattan.

Di grande rilievo è stato poi il contributo del prof. Francesco Lenci, fisico e membro dell’Unione Scienziati per il Disarmo (USPID); oltre a sottolineare l’importanza della memoria dei bombardamenti del 1945 e delle iniziative tese a valorizzarne la diffusione nel tessuto sociale Lenci ha messo in luce il senso del suo impegno come scienziato ben consapevole della propria responsabilità etica in fatto di armamenti.

Infine l’assessora del Comune di Pisa Maria Luisa Chiofalo ha concluso l’incontro con il suo intervento recando i saluti delle autorità cittadine e dimostrando un autentico interesse per l’incontro inteso come incipit di una serie di eventi atti a promuovere il dialogo e la riflessione su temi di importanza così centrale nel mondo contemporaneo.

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Quando

Tutto il giorno (Giovedì)

Dove

Scuola Normale Superiore di Pisa

Piazza dei Cavalieri 7, Pisa

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