Armi nucleari? Conoscere, capire, decidere

ottobre 2013

3ott

Armi nucleari? Conoscere, capire, decidere

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Pavia 3 Ottobre 2012 / 
Aula Magna Università di Pavia.
“È per noi tempo di applicare la stessa equazione di Einstein per fare sgorgare l’infinito potenziale che esiste nel profondo del cuore di ogni persona e liberare il coraggio e l’azione delle persone comuni per creare un’indomabile forza di pace.
 In ultima analisi, questo è l’unico modo di porre fine agli incubi nucleari della nostra epoca.
 In questa operazione, nessuno ha un ruolo più essenziale da ricoprire dei giovani.”
Con questa frase di Daisaku Ikeda, Presidente della Soka Gakkai Internazionale, viene dato il benvenuto al pubblico presente nell’Aula Magna dell’Università di Pavia.
Un pubblico numeroso, eterogeneo, che vede la presenza di circa duecento persone, giovani (studenti e non) e adulti.

Il Professor Piazzoli in veste di moderatore, apre la conferenza ringraziando i giovani e gli studenti per l’organizzazione della conferenza, sottolineando l’importanza del dialogo su un argomento che sembra essere lontano ma che, invece, ci riguarda da vicino: “Il problema esiste, il timore è vivo” come ci dimostrano i dati riguardanti Israele, Iran, Corea del Nord, India e Pakistan.
Piazzoli ci introduce nel vivo del discorso spiegando terminologie e strategie che saranno utili ai fini di una maggior comprensione degli argomenti che verranno approfonditi nell’arco della conferenza.
 Conclude affermando che il problema del nucleare, oggi, va considerato partendo da un’analisi bidimensionale che prenda in considerazione “entità e probabilità; l’Italia sopporta 7000 morti sulle strade e questo è socialmente accettato. Ma nel ventesimo secolo, ci sono stati cento milioni di morti in guerra. Tremila morti al giorno per cento anni ma solo duecentomila di questi, sono morti nucleari, gli altri, sono convenzionali.”

 

Segue l’intervento della Professoressa Pellecchia che presenta la campagna “Senzatomica”. Pone l’accento sull’importanza di creare un’attenzione sul tema che nasca da una consapevolezza e non da una scelta legata al sentire emotivo. Creare un’opposizione consapevole è possibile solo partendo dal rispetto per la sacralità della vita, da una promozione che preveda la comprensione, la scelta e che ci consenta di essere padroni della nostra vita.

“I cittadini, possono cambiare le decisioni dei governi”.
 Il raggiungimento dell’obiettivo è possibile attraverso un mezzo tecnico, giuridico: una convenzione internazionale per la messa al bando delle armi nucleari. Tutto questo, entro il 2015. Una data scelta. Non casuale: 2015, Hiroshima, a settant’anni dal 6 agosto, per ripagare il debito di gratitudine verso coloro che con la loro vita stanno testimoniando cosa significa trasformare una grande tragedia in una vittoria: gli hibakusha.
La convenzione di cui si parla, imporrebbe agli stati delle condotte vincolanti circa il divieto di assemblaggio e accumulo di armi nucleari, portandoli di conseguenza allo smantellamento delle stesse.
 Esiste una bozza che fu presentata nel 1997 alle Nazioni Unite e una rivisitata nel 2007.
 C’è già un forte consenso internazionale ma ciò che può realmente fare la differenza, siamo noi così come successe con la messa al bando della armi chimiche, batteriologiche e delle mine anti-uomo.
Dobbiamo domandarci quanto realmente sentiamo la responsabilità verso noi stessi, il mondo in cui viviamo e le generazioni future.
Solo un atteggiamento rivolto al dialogo porterà a cambiamenti significativi.

L’intervento successivo è del Professor Mazzei sulle armi nucleari e le relazioni internazionali.
La bomba atomica ha significato una svolta epocale nella storia dell’uomo, ha rivoluzionato la concezione di guerra e di pace, ha cambiato la politica internazionale.
I tecnici Statuinitensi avevano pensato e programmato tutto; scelsero come obiettivo Hiroshima perché le sue caratteristiche fisiche ben si adattavano al raggiungimento dello scopo: le colline avrebbero amplificato l’effetto dello scoppio.
70.000 persone morirono subito, 100.000 morirono in seguito.
Dopo tre giorni, un altro attacco; Nagasaki.
Nonostante la portata dei danni sia sotto gli occhi di tutti, non c’è ancora un’adeguata consapevolezza.
Vi è una sorta di rimozione psicologica, non solo negli stati lontani ma anche in Giappone.
I sopravvissuti, martoriati nel corpo e nello spirito, vivono isolati convivendo con un corpo sentito come impuro e con il senso di colpa di essere sopravvissuti.
Le dinamiche internazionali che stanno alla base di una simile tragedia, vedono svariate interpretazioni: vi è chi riteneva quella dell’attacco nucleare una scelta giusta che portò alla fine della guerra più rapidamente con un risparmio di vite non indifferente. Chi invece, non trova giustificazione.
 Di fatto alla base di questa scelta politica vi fu l’intento di mandare un chiaro messaggio all’Unione Sovietica. Ciò che è bene sottolineare è che quella non fu la fine della Seconda Guerra Mondiale bensì l’inizio della Guerra Fredda.
Mazzei riassume magistralmente la posizione politica internazionale di quel momento, prendendo in analisi la Guerra Fredda e le strategie politiche degli stati riguardo all’arma più potente: quella nucleare. Ciò che appare evidente dalla sua analisi è proprio la funzione intimidatoria di quest’arma, che ha il potere di infondere paura e congelare le intenzioni. Gli stati si comportano come le persone, cioè come attori razionali. Ma questo non è del tutto esatto: tutti gli stati che hanno o vogliono la bomba atomica partono da motivazioni difensive. 
Il concetto alla base è sottile: il possedere un’arma con un potere distruttivo così esteso, dovrebbe indurre gli altri stati a temere chi ne è in possesso e dissuaderli dal prendere iniziative di tipo offensivo.
 La paura, crea paura.
 Solo la cooperazione, la pietas fondata non sulla tolleranza ma sulla conoscenza, possono porre rimedio.

È il turno poi, del Professor Ferloni che approfondirà l’argomento degli esperimenti nucleari militari e delle loro conseguenze sul pianeta e sull’ambiente.
Il Professor Ferloni nel corso del suo intervento spiega quali sono gli effetti delle esplosioni delle armi nucleari, la loro capacità distruttiva.
Questi effetti si dividono in: effetti immediati cioè quelli che provocano distruzioni significative entro secondi o minuti dalla detonazione nucleare ed effetti ritardati nel tempo, cioè quelli che infliggono danni entro intervalli di tempo compresi tra ore e anni, anche sull’ambiente.
 Spiega come vengono misurati tali danni ed esplica tutti gli effetti dello scoppio, del calore e della luce, fallout o ricaduta.
Con l’ausilio di immagini mostra i vari esperimenti militari condotti negli anni, riportandone anche gli effetti e le conseguenze dal punto di vista dell’impatto ambientale.
Passa poi ad analizzare le misure di protezione e di sicurezza; l’esplosione di bombe in atmosfera sono quelle che hanno provocato maggiori contaminazioni ambientali.
Questo il motivo per cui nel 1963 venne stilato il “Trattato di Esclusione Parziale dei Test Nucleari” (PTBT) a cui seguirono trattati successivi (NNPT, 1970).
Per poter meglio comprendere l’impatto ambientale, viene riportato l’esempio di Cernobyl; nei giorni successivi all’incidente i venti cambiarono direzione più volte, quindi la caduta radioattiva fu sparsa in tutte le regioni attorno al reattore (Bielorussia, Russia, Ucraina).
L’intervento del Professor Ferloni, ci aiuta a comprendere come i danni provocati da esplosioni nucleari abbiano effetti duraturi nel tempo, come a distanza di anni ancora si stiano verificando.

Dopo gli interventi dei relatori, viene data la possibilità al pubblico di rivolgere domande.
 L’interesse è vivo e le domande sono molte e di varia natura: chi è interessato a capire cosa si possa fare nel concreto, chi a comprendere maggiormente i danni a lungo termine e le possibili soluzioni per far sì che non avvengano mai più olocausti nucleari.
 È proprio l’interesse vivo del pubblico che ci fa sentire nel cuore, la speranza e la certezza che questo obiettivo, non solo è possibile ma anche vicino.

Quando

(Giovedì) 21:00 - 01:00

Dove

Università di Pavia

piazza Leonardo da Vinci, Pavia

Cari Amici, ho appena aderito alla campagna Senzatomica per il sostegno dell’Italia all’abolizione delle armi nucleari. Fallo anche tu: www.senzatomica.it/goodbyenukes/

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