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7 09 2018

Come la messa al bando delle armi nucleari ha cambiato il mondo

I risultati del trattato per la proibizione delle armi nucleari, a un anno dalla firma di 122 nazioni. 

Di Ray Acheson

6 luglio 2018

Il 7 luglio 2017 il mondo ha fatto la storia. Circondati da sopravvissuti alle bombe atomiche, attivisti contro il nucleare, membri della Croce Rossa e funzionari delle Nazioni Unite, 122 governi hanno adottato un nuovo trattato internazionale che ha messo al bando le armi nucleari. Il Trattato per l’abolizione delle armi nucleari (TPNW) vieta ogni attività legata alle armi nucleari, stabilisce misure volte al disarmo, affronta i temi dell’assistenza alle vittime e della bonifica ambientale, prevede che le donne giochino un ruolo equo in tema di riduzione degli armamenti, e riconosce l’impatto sproporzionato che queste armi hanno avuto sulle donne e sulle popolazioni indigene. Adottarlo è stata senz’altro una rivoluzione. Come ha detto Setsuko Thurlow, sopravvissuta alla bomba atomica di Hiroshima, nelle sue osservazioni finali, “Questo è l’inizio della fine delle armi nucleari”.

Certo, le armi nucleari esistono ancora. Certo, la manciata di paesi che ne è in possesso sta ancora investendo miliardi di dollari ogni anno nel rinnovare ed espandere i propri arsenali nucleari. Certo, i leader di queste nazioni – insieme ai propri alleati, che appoggiano il possesso di armi atomiche – continuano a ripetere che non firmeranno “mai” il trattato. Ma è esattamente questo il clima in cui il Trattato per la proibizione delle armi nucleari è stato negoziato e adottato. Ed è stato proprio questo atteggiamento borioso dei paesi in possesso di armi nucleari nei confronti del diritto internazionale, della sicurezza umana e della sopravvivenza del pianeta a ostacolare per più di settant’anni il disarmo nucleare. È stato questo atteggiamento a facilitare una nuova corsa alle armi ed è questo atteggiamento che chi supporta l’abolizione delle […]

6 08 2018

Dichiarazione di Pace – Hiroshima 2018

Ogni anno, il 6 agosto, la città di Hiroshima tiene una cerimonia commemorativa (di pace) per pregare per il riposo pacifico delle vittime, per l’abolizione delle armi nucleari e per una pace mondiale duratura. Durante quella cerimonia, il Sindaco rilascia una Dichiarazione di Pace rivolta all’umanità. Finché ce ne sarà bisogno, il sindaco di Hiroshima continuerà a fare queste dichiarazioni per richiedere l’eliminazione delle armi nucleari dalla faccia della terra. Questo fa parte dello sforzo di Hiroshima di costruire un mondo in cui regni una pace mondiale genuina e duratura e in cui nessuna popolazione sperimenterà mai più la crudele devastazione subita da Hiroshima e Nagasaki.

 

Settantatré anni fa un lunedì mattina, proprio come oggi. Con il sole di mezza estate già brillante, Hiroshima inizia un altro giorno. Per favore ascoltate quello che sto per dire come se voi e i vostri cari foste lì. Alle 8:15, all’improvviso, un bagliore accecante. Una palla di fuoco di più di un milione di gradi centigradi rilascia intense radiazioni, calore, e poi, una tremenda esplosione. Sotto la torbida nuvola a fungo, si spengono vite innocenti mentre la città viene cancellata. “Fa caldissimo! Sto per morire!” Da sotto le macerie delle case, i bambini chiamano urlando le madri.
“Acqua! Per favore, acqua!” Gemiti e lamenti provengono dall’abisso della morte. Immersi nel fetido odore di gente che brucia, le vittime vagano come fantasmi, la loro carne è viva e rossa. La pioggia nera cade dappertutto. Le scene infernali che bruciano nei loro ricordi e le radiazioni che divorano le loro menti e i loro corpi, sono ancora oggi fonte di dolore per gli hibakusha che sopravvivono.
Oggi, con più di 14.000 testate nucleari rimanenti, cresce la probabilità che ciò che abbiamo visto […]

6 07 2018

La maggioranza degli italiani è contro le armi nucleari e vorrebbe aderire al Trattato ONU di messa al bando, secondo il sondaggio ICAN/YouGov

Il 72% vorrebbe aderire al Trattato TPNW, il 65% vorrebbe le testate nucleari fuori dal nostro territorio. Sono questi gli importanti e positivi risultati del sondaggio promosso nei 4 Paesi europei che ospitano testate nucleari statunitensi (Italia, Germania, Belgio, Paesi Bassi) dalla Campagna ICAN e dai suoi partner nazionali (per l’Italia da Senzatomica e Rete Italiana per il Disarmo). Oltre i due terzi degli italiani a favore del TPNW e per la rimozione delle armi nucleari USA.
Domani, Anniversario del voto all’ONU sul Trattato di messa al bando delle armi nucleari, consegna simbolica a Roma di oltre 28.000 cartoline “Italia, ripensaci” e di decine di mozioni votate dagli Enti Locali.
 
Fonte: Rete Italiana per il Disarmo – Senzatomica – ICAN – 06 luglio 2018

 

La maggioranza degli italiani vuole un mondo senza armi nucleari, a partire dal nostro Paese. Ben il 72% dei cittadini si è detto favorevole all’adesione al Trattato ONU di proibizione delle armi nucleari mentre il 65% ritiene che si dovrebbero eliminare dal nostro territorio le testate nucleari statunitensi attualmente presenti nelle badi di Ghedi ed Aviano. Per il 78% alle istituzioni finanziarie italiane dovrebbe essere impedito di investire in società coinvolte nella produzione delle armi nucleari e per un significativo 59% i cacciabombardieri attualmente in acquisizione (i famosi F-35) non dovrebbero essere dotati della “doppia capacità” anche nucleare.

Una presa di posizione netta è dimostrata dai risultati dei sondaggi condotti da YouGov e commissionati dalla Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari (ICAN) e dai suoi partner europei, in cui si è reso evidente uno schiacciante rifiuto delle armi nucleari. Il sondaggio di opinione è stato condotto nei quattro Paesi dell’UE che ospitano armi nucleari statunitensi: Belgio, Paesi Bassi, Germania e Italia. In […]

2 03 2018

Italia, ripensaci. L’azione della società civile italiana per il disarmo nucleare.

Con qualsiasi Parlamento, con qualsiasi Governo, la nostra mobilitazione continua a dire: “Italia, ripensaci”

Fonte: Rete Italiana per il Disarmo – Senzatomica – 20 febbraio 2018
Senzatomica e Rete Italiana per il Disarmo lanciano, da febbraio 2018 al 7 luglio 2018, la nuova fase della Campagna “Italia, ripensaci” con l’obiettivo di convincere le formazioni politiche e il, Governo che uscirà dalle Elezioni di marzo 2018 che anche il nostro Paese deve percorrere la strada del disarmo nucleare verso il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari.

Promossa dalla Rete Italiana per il Disarmo e da Senzatomica, la Campagna “Italia, ripensaci” è nata a ottobre 2016, in occasione del voto nel Primo Comitato dell’Assemblea Generale dell’ONU sulla risoluzione che chiedeva all’Assemblea Generale di approvare una conferenza di Stati per adottare uno strumento giuridicamente vincolante che prevedesse la messa al bando e lo smantellamento delle armi nucleari. L’Italia votò contro. Era il 27 ottobre 2016.

Tante cose sono successe dopo, compresa l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2017 alla International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, di cui facciamo parte anche noi. Sono quasi 500 i gruppi e le associazioni in tutto il mondo che collaborano alla Campagna. Nell’assegnazione del Nobel l’Istituto norvegese ha voluto riconoscere il ruolo delle organizzazioni della società civile, forse anche rilanciare l’incipit della Carta delle Nazioni Unite, “Noi, Popoli della Nazioni Unite …”. E di certo si è voluto ritornare alla prima risoluzione approvata in Assemblea Generale a Londra il 24 gennaio 1946, in cui ci si impegnava ad eliminare le armi di distruzione di massa.

La nuova fase della Campagna “Italia, ripensaci” si coordina con le altre campagne nazionali a sostegno dell’entrata in vigore del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari, in primo luogo con quelle […]

26 02 2018

Disarmo nucleare: un modello internazionale di attivismo giovanile

pubblichiamo la traduzione di un articolo del 4 gennaio 2018 di James Baier, Michael Musharbash e Autumn Vogel

L’ abolizione delle armi nucleari è una questione progressista che dobbiamo prendere sul serio

In qualità di studenti di medicina americani, abbiamo partecipato alla cerimonia di consegna del Premio Nobel per la Pace ad Oslo, in Norvegia, il 10 dicembre 2017. La Campagna Internazionale per l’Abolizione delle Armi Nucleari (ICAN) ha vinto il premio di quest’anno per aver aumentato la consapevolezza globale sulle catastrofiche conseguenze umanitarie dell’utilizzo delle armi nucleari. Nel 2017 la coalizione di organizzazioni della società civile ICAN, che opera attraverso 100 paesi, ha spinto numerosi governi ad adottare il primo trattato della storia dell’ONU che vieta categoricamente le armi nucleari. I trattati internazionali volti a ridurre gli arsenali nucleari non sono una novità; perché dunque il Comitato per il Nobel avrebbe scelto di onorare ICAN? Gli sforzi di questa organizzazione sono unici, poiché la campagna ridefinisce il disarmo nucleare come una questione umanitaria. Vedere l’impatto che queste obsolete e pericolose armi hanno sulle persone e sull’ambiente evidenzia l’assoluta necessità di abolirle completamente, così da evitare che i conflitti regionali possano ancora minacciare la sopravvivenza dell’intera specie. Questo movimento globale è guidato in gran parte da cittadini comuni che si preoccupano della salute, dei diritti umani e dell’ambiente. Molti in questo movimento internazionale sono membri della generazione cosiddetta millennial, giunti ad Oslo da diversi continenti del mondo.

Incontrare questi giovani che hanno tanto a cuore il tema del disarmo nucleare è stata un’esperienza che ci ha davvero cambiato la vita, vissuta non come dei millennial che vengono in Europa a farsi i selfie, ma come universitari che se ne stanno svegli fino alle 4 di mattina per […]

9 02 2018

Intervista a Beatrice Fihn

Intervista a Beatrice Fihn – Direttrice esecutiva di Ican, premio Nobel per la pace 2017

Roma, 9 novembre 2017. Alla vigilia dello storico simposio “Prospettive per un mondo libero dalle armi nucleari e per il disarmo integrale” voluto da Papa Francesco e organizzato dal Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale della Città del Vaticano, che ha visto premi Nobel per la pace, rappresentanti della società civile, scienziati e accademici, esponenti del mondo religioso, studenti, rappresentanti delle istituzioni e delle organizzazioni internazionali discutere e dichiarare uniti la possibilità di una pace basata sulla sicurezza umana, abbiamo incontrato assieme alla redazione di Buddismo e Società che ringraziamo per questa intervista, Beatrice Fihn presso la sede di Archivio Disarmo, storico istituto di ricerca che dal 1982 studia i problemi del controllo degli armamenti, della pace e della sicurezza internazionale.

Chi è la giovane e determinata rappresentante di ICAN, la Campagna Internazionale per la messa al bando delle armi nucleari, che riunisce oltre 450 gruppi della società civile di 101 paesi del mondo, vincitrice del premio Nobel per la pace 2017?  Come racconta nell’intervista, il suo interesse per le questioni globali è iniziato presto. All’università di Stoccolma si è laureata in relazioni internazionali, con focus in risoluzione dei conflitti e potenze nucleari, che ha messo subito in pratica con uno stage alla sede svedese della Lega Internazionale delle Donne per la Pace e per la Libertà (WILPF), collaborando a una conferenza Onu in Svizzera sul disarmo e attraverso il lavoro al Centro di Ginevra per le politiche di sicurezza. Laureata poi in Diritto internazionale a Londra, dal 2006 è impegnata su questioni del disarmo e delle negoziazioni multilaterali e dal 2014 è direttrice esecutiva di Ican.

 

Se dovessi delineare per tappe la tua vita, […]

30 01 2018

Il discorso di Setsuko Thurlow al ricevimento del Nobel per la Pace

Pubblichiamo il discorso di Setsuko Thurlow, hibakusha e figura leader della Campagna Internazionale per l’Abolizione delle armi Nucleari (ICAN), che ha vinto il Nobel per la Pace 2017, come diffuso dalla Fondazione Nobel.

Vostre Maestà,

Illustri membri del Comitato Norvegese per il Nobel,

Compagni attivisti, qui e in ogni parte del mondo,

Signore e Signori,

È per me un grande privilegio accettare questo premio, insieme a Beatrice, a nome di tutti gli straordinari esseri umani che compongono il movimento chiamato ICAN. Ognuno di voi mi dà l’incredibile speranza che possiamo mettere fine all’era delle armi nucleari – e che lo faremo.

Parlo a nome della famiglia delle e degli hibakusha – tutte le persone che, grazie a una fortuna prodigiosa, sono sopravvissute ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Per oltre settant’anni, abbiamo lavorato per la completa abolizione delle armi nucleari.

Siamo stati al fianco di tutti coloro che hanno subito i danni della produzione e dei test di queste orribili armi in tutto il mondo. Abitanti di luoghi i cui nomi sono stati presto dimenticati, come Mururoa, Ekker, Semipalatinsk, Maralinga, Bikini. Persone i cui mari e le cui terre sono state sottoposte a radiazioni, i corpi sono stati oggetto di esperimenti, le cui colture sono state distrutte per sempre.

Non ci siamo accontentati di essere delle vittime. Ci siamo rifiutati di restare ad aspettare la fine del mondo, che venisse incenerito in un secondo o lentamente avvelenato. Ci siamo rifiutati di restare immobili e terrorizzati mente le cosiddette grandi potenze ci portavano oltre il crepuscolo nucleare, sconsideratamente vicini alla mezzanotte. Abbiamo alzato la testa. Abbiamo condiviso le nostre storie di sopravvivenza. Abbiamo dichiarato che il genere umano e le armi nucleari non possono coesistere.

Oggi voglio che in questa sala sentiate la presenza di […]

29 01 2018

120 secondi 2 minuti, ecco quanto manca oggi all’ora del giudizio

pubblichiamo per Sua gentile concessione l’articolo di Alessandro Pascolini – Professore associato di fisica teorica presso l’Università di Padova

 

Le preoccupazioni quotidiane, i problemi immediati e più vicini ci fanno dimenticare o rimuovere i pericoli che tutta l’umanità sta correndo a causa della minaccia legata alla stessa presenza delle armi nucleari e ai cambiamenti climatici che stanno modificando le condizioni di vita sul nostro pianeta.

Per esprimere in modo efficace l’urgenza del rischio nucleare e climatico attraverso una metafora immediatamente comprensibile a tutti (forse anche ai politici!) la Federation of atomic scientists ha scelto di indicare con le lancette di un orologio, il Doomsday Clock (“l’orologio del giudizio universale”), quanti minuti rimangano prima della mezzanotte antecedente al giorno del giudizio.

Questi scienziati, che per primi, già dal 1945, si sono posti l’obiettivo di combattere lo sviluppo delle armi nucleari, hanno trovato uno strumento per diffondere le loro analisi e proposte nel Bulletin of the atomic scientists, creato da Leo Szilard e Eugene Rabinowich. Ed è appunto il Bulletin che presenta in tutti i suoi numeri l’ora corrente del rischio nucleare, fissata annualmente dal suo Science and security board.

La prima indicazione, siamo nel 1947, fu di mezzanotte meno sette minuti: gli USA hanno deciso di rafforzare il monopolio delle armi nucleari, si sta accendendo la guerra fredda ed è fallito il tentativo del controllo internazionale dell’energia nucleare nell’ambito dell’apposita commissione creata dall’ONU.

Nel 1949, con l’acquisizione delle armi nucleari da parte dell’URSS, la situazione si aggrava e le lancette vengono portate a 3 minuti da mezzanotte. Un ulteriore aggravamento (e siamo a meno due minuti) si ha nel 1953 con la decisione, invano contrastata da larga parte della comunità scientifica, di procedere allo sviluppo delle armi termonucleari.

Nel corso degli […]

26 01 2018

Un movimento di persone comuni verso un’era dei diritti umani

di Daisaku Ikeda

Il 2017 ha rappresentato un punto di svolta per la pace e il disarmo. Dopo una serie di negoziati alle Nazioni Unite, finalmente in luglio si è giunti all’adozione del Trattato per la proibizione delle armi nucleari (Treaty on the Prohibition of Nuclear Weapons, TPNW), che a oggi è stato firmato da più di 50 nazioni. Quando entrerà in vigore andrà ad aggiungersi ai trattati per la messa al bando delle armi biologiche e chimiche, a completamento del quadro internazionale che proibisce le armi di distruzione di massa.

L’idea di abolire le armi di distruzione di massa, comprese quelle nucleari, è sempre stata nell’agenda dell’ONU sin dalla prima risoluzione adottata dall’Assemblea generale nel gennaio 1946, l’anno successivo alla sua costituzione.
L’adozione di questo storico trattato rappresenta una vera svolta in un campo che ha visto molte battute d’arresto e ostacoli apparentemente insormontabili. Inoltre il Trattato è nato con il forte sostegno della società civile, fra cui i sopravvissuti ai bombardamenti nucleari, gli hibakusha. Il loro contributo è stato riconosciuto con l’assegnazione del premio Nobel per la pace nel 2017 alla Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari (ICAN), la coalizione della società civile che si è sempre battuta per la proibizione delle armi nucleari e per un trattato che la sancisse.
Setsuko Thurlow, sopravvissuta alla bomba atomica di Hiroshima, intervenendo alla cerimonia di conferimento del Nobel per la pace, subito dopo la direttrice esecutiva di ICAN Beatrice Fihn, ha dichiarato: «L’umanità e le armi nucleari non possono coesistere. […] Queste armi non sono un male necessario, sono il male assoluto».1
Tale convinzione è condivisa dai membri della Soka Gakkai Internazionale, che hanno lavorato insieme a ICAN sin dalla sua fondazione, in una collaborazione riconfermata lo scorso […]

15 01 2018

Il discorso di Beatrice Fihn al ricevimento del Nobel per la Pace

Pubblichiamo il discorso di Beatrice Fihn, direttrice esecutiva della Campagna Internazionale per l’Abolizione delle armi Nucleari (ICAN), che ha vinto il Nobel per la Pace 2017, come diffuso dalla Fondazione Nobel.

Vostre Maestà,

Membri del Comitato per il Nobel norvegese,

Stimati ospiti,

è un grande onore oggi accettare il Premio Nobel per la Pace 2017 a nome delle migliaia di persone ispiratrici che compongono ICAN, la Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari.

Insieme abbiamo condotto la democrazia verso il disarmo e stiamo riscrivendo il diritto internazionale.

Ringraziamo sentitamente il Comitato per il Nobel norvegese per aver riconosciuto il nostro lavoro e aver dato impulso alla nostra causa fondamentale.

Vogliamo dare riconoscimento a coloro che con generosità hanno donato a questa campagna il loro tempo e le loro energie.

Ringraziamo i coraggiosi Ministri degli Esteri, i diplomatici, tutto lo staff della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, i funzionari delle Nazioni Unite, gli accademici e gli esperti con i quali abbiamo collaborato allo scopo di avanzare nel nostro obiettivo comune.

E ringraziamo tutti coloro che si impegnano per liberare il pianeta da questa terribile minaccia.

In svariati luoghi di tutto il mondo – all’interno di silo sepolti sotto terra, su sottomarini che navigano gli oceani, e a bordo di aerei che volano in alto nei cieli – sono tutt’ora collocati 15.000 oggetti per la distruzione dell’umanità.

Forse è la misura spropositata di questa circostanza, forse è l’inimmaginabile calibro delle sue conseguenze, che portano molti di noi ad accettarla semplicemente come una dura realtà, ad affrontare la vita quotidiana senza pensare agli strumenti di follia che ci circondano.

Perché è follia permettere a noi stessi di essere dominati da queste armi. Molti tra coloro che si oppongono a questo movimento sostengono che siamo noi quelli irrazionali, quelli idealisti che non guardano in faccia la realtà. […]

Cari Amici, ho appena aderito alla campagna Senzatomica per il sostegno dell’Italia all’abolizione delle armi nucleari. Fallo anche tu: www.senzatomica.it/goodbyenukes/

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