titolo originale: Le Nazioni Unite compiono il primo grande passo verso un Trattato per la messa al bando delle armi nucleari

di Rodney Reynolds

NEW YORK – Nonostante il boicottaggio organizzato da più di 40 paesi, tra cui quattro principali potenze nucleari, la conferenza delle Nazioni Unite volta a negoziare un trattato internazionale per vietare le armi nucleari ha fatto un significativo passo avanti nel suo storico primo tentativo di produrre uno strumento giuridicamente vincolante per eliminare una delle più letali armi di distruzione di massa  al mondo.

Anche senza la partecipazione dei paesi nucleari, il trattato di divieto avrà un impatto potente, predice la Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari (ICAN). “I trattati spesso portano a modificare anche il comportamento degli Stati che non aderiscono, come è successo per il divieto di armi di distruzione di massa e per il diritto del mare”.

La comunità internazionale ha adottato i trattati che vietano le armi biologiche nel 1972 e le armi chimiche nel 1992, entrambe armi di distruzione di massa, cui è seguita l’eliminazione di armi che uccidono in modo indiscriminato, come le mine antiuomo nel 1997 e le bombe a grappolo nel 2008.

Il Presidente della Conferenza, l’ambasciatrice Elayne Whyte del Costa Rica, ha dichiarato ai giornalisti il 30 marzo la propria speranza che gli Stati nucleari finiscano per salire a bordo una volta che il trattato sia pronto, con i negoziati finali in programma a New York dal 15 giugno al 7 luglio.

L’incontro per le negoziazioni, che ha avuto luogo dal 27-31 marzo, è stato un notevole successo in termini di numeri. Vi hanno partecipato 132 su 193 stati membri delle Nazioni Unite, con l’aggiunta della partecipazione attiva di oltre 220 organizzazioni della società civile – ed è stato sostenuto da oltre 3000 scienziati provenienti da 80 paesi, tra cui 28 premi Nobel, che hanno espresso il loro sostegno a “bandire la bomba“ (“ban the bomb”), in una lettera aperta rivolta alle Nazioni Unite.

“Gli scienziati hanno una responsabilità speciale per quanto riguarda le armi nucleari, poiché sono stati gli scienziati ad averle inventate e ad aver scoperto che i loro effetti sono ancora più orribili di quanto avessero pensato in un primo momento”, dice la lettera che è stata consegnata all’Ambasciatrice Whyte.

Il professor Wolfgang Ketterle del Massachusetts Institute of Technology (MIT), premio Nobel per la Fisica del 2001, ha detto: “Vedo le armi nucleari come una vera e propria minaccia per il genere umano e abbiamo bisogno di un consenso internazionale per ridurre questa minaccia.”

Attualmente, gli Stati Uniti e la Russia insieme hanno circa 14.000 armi nucleari, molte delle quali in allerta e pronte per essere lanciate con un preavviso di pochi minuti.

Joseph Gerson, direttore del Programma di Pace e Sicurezza Economica presso l’American Friends Service Committee (AFSC) e Co-Organizzatore della Rete Internazionale per la Pace e il Pianeta, ha detto: “Lo spirito di potercela fare e la profondità della collaborazione tra la società governativa e civile sono stati notevoli, e il risultato di decenni di movimenti a sostegno della pace e di organizzazione.”

“Ma, il mondo è guidato da forze pressanti in direzioni opposte”, ha ammonito.

Da Corea del Sud e Giappone a Paesi Bassi e Germania, Gerson ha sottolineato, “le forze politiche negli stati sotto l’ombrello nucleare dovranno premere i loro governi affinché optino per il trattato di messa al bando, invece di continuare la collaborazione con coloro che metteranno fine alla vita così come la conosciamo.”

Se alcuni stati membri della NATO o alleati asiatici degli Stati Uniti disertassero le potenze nucleari, questo darebbe uno slancio importante verso un futuro libero di armi nucleari, ha osservato.

Gerson, inoltre, ha chiesto una perspicace sobrietà. “Non v’è alcuna aspettativa che una volta che il trattato sia stato negoziato, firmato ed entrato in vigore, il suo risultato immediato sarà quello che le potenze nucleari scelgano di eliminare i loro arsenali nucleari.”

“Le nove potenze nucleari, che stanno spendendo quantità inimmaginabili di denaro per costruire nuove generazioni di armi nucleari e i loro sistemi di utilizzo per il 21° secolo, ci diranno che i trattati che non hanno firmato o ratificato, a loro non si applicano.”

Gli Stati Uniti hanno “tutte le opzioni sul tavolo” – compreso un primo attacco – nel confronto con la Corea del Nord.

Con l’espansione della Nato ai confini della Russia e la crisi dell’Ucraina, gli Stati Uniti e la Russia sono tornati ad un reciproco confronto nucleare simile a quello della guerra fredda. India e Pakistan continuano a scambiarsi minacce, e la Brookings Institution riporta che un incidente o errore di calcolo durante le esercitazioni militari provocatorie potrebbero troppo facilmente degenerare oltre il controllo –  ha avvertito.

Daryl G. Kimball, direttore esecutivo dell’Associazione per il Controllo delle Armi con sede a Washington, ha detto che anche se gli Stati dotati di armi nucleari di tutto il mondo stanno boicottando i negoziati, “questo nuovo inedito processo potrebbe contribuire a delegittimare ulteriormente le armi nucleari e rafforzare la norma giuridica e politica contro il loro uso.”

“Questo è un degno obiettivo che è coerente sia con l’obiettivo di un mondo senza armi nucleari che con l’obbligo di cui all’articolo VI del trattato di non proliferazione nucleare (TNP), che impone a tutti gli Stati  di intraprendere al più presto e in buona fede negoziati su misure efficaci relative alla cessazione della corsa agli armamenti nucleari e al disarmo nucleare stesso.”

Tutti i 132 paesi che hanno partecipato alla sessione, condividono un’unica visione: un mondo senza armi nucleari. E mentre si aspettava qualche disaccordo, vi è stato un ampio accordo tra i molti paesi sulla maggior parte degli elementi da includere nel trattato – ha detto ICAN (Campagna Internazionale per l’Abolizione delle Armi Nucleari), una delle organizzazioni della società civile che guida la lotta alla formulazione del trattato, in una dichiarazione rilasciata il 31 marzo.

A conclusione della riunione, Beatrice Fihn, direttore esecutivo di ICAN, ha dichiarato: “Abbiamo fatto progressi emozionanti, durante questa settimana, nella nostra campagna per colmare il divario nel diritto internazionale e bandire le armi nucleari. Nessuno è stato distratto da parte dell’opposizione. Saremo lieti di poter di esaminare da vicino il progetto di testo.”

L’Ambasciatrice Whyte prevede di produrre una bozza di testo nelle prossime settimane, così che sia discussa durante la fase finale dei negoziati prevista per giugno-luglio.

L’incontro appena concluso si è concentrato sulle finalità, gli obiettivi, e il preambolo del trattato, che comprenderà un divieto sul possesso, sviluppo, test, e uso di armi nucleari e l’assistenza di altri paesi.

L’opposizione al trattato proposto, guidata dagli Stati Uniti, includeva anche Russia, Regno Unito e Francia, quattro delle maggiori potenze nucleari, che sono anche membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Gli altri dissidenti sono stati Israele, Australia, Giappone, e Corea del Sud.

Quando l’Assemblea Generale ha adottato la decisione ad ottobre 2016 per cominciare i negoziati sul trattato in esame, altre tre potenze nucleari quali Cina, India e Pakistan si sono astenute dal voto, mentre la Corea del Nord ha votato a favore dei negoziati per il Trattato per la messa al bando.

Sorprendentemente, l’ambasciatore Nobushige Takamizawa, rappresentante permanente del Giappone presso le Nazioni Unite, ha detto che un trattato internazionale “senza il coinvolgimento degli Stati dotati di armi nucleari aggraverebbe lo scisma e la divisione” nella comunità internazionale.

“Continueremo a perseguire misure di disarmo realistiche ed efficaci e lavoreremo per creare un ambiente di sicurezza favorevole alla eliminazione delle armi nucleari”, ha detto l’inviato, proveniente dall’unico paese che ha subito i postumi della devastazione della distruzione nucleare.

Il Segretario generale dell’ONU António Guterres ha espresso la speranza che lo strumento proposto rafforzeri anche il trattato di non proliferazione nucleare (TNP) e faccia progredire il mondo portandolo ancora più vicino alla totale eliminazione delle armi nucleari, e che ciò darebbe un importante contributo al disarmo nucleare e al “nostro obiettivo finale del disarmo generale e completo”.

“Abbiamo bisogno di trovare un nuovo modo di ispirare e motivare il pubblico a sostegno del disarmo, nello stesso modo in cui siamo stati galvanizzati nel rispondere alla sfida del cambiamento climatico, una minaccia esistenziale per l’umanità”, ha affermato.

Ricordando che le maggiori potenze nucleari hanno continuato a ridurre le dimensioni dei loro arsenali, l’Ambasciatore Matthew Rycroft del Regno Unito ha detto ai giornalisti che non parteciperà ai negoziati  “perché non crediamo che tali negoziati porteranno progressi efficaci sul disarmo nucleare globale”.

Gli Stati Uniti sono stati altrettanto irremovibili sul boicottaggio. L’Ambasciatrice delle Nazioni Unite Nikki Haley ha detto ai giornalisti: “Non c’è niente che voglio di più per la mia famiglia di un mondo senza armi nucleari, ma dobbiamo essere realistici”. “C’è qualcuno che crede che la Corea del Nord sarebbe d’accordo con un divieto di armi nucleari?” ha chiesto.

In risposta ai commenti della Haley, Rick Wayman, direttore dei programmi della Nuclear Age Peace Foundation, ha dichiarato: “In un epico rovesciamento dei ruoli, abbiamo visto l’ambasciatrice degli Stati Uniti Nikki Haley protestare al di fuori della sala dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, mentre la maggior parte delle nazioni, supportate da ONG (organizzazioni non governative) di tutto il mondo, ha iniziato i negoziati per un trattato che bandisca le armi nucleari.”

La Nuclear Age Peace Foundation continuerà a sostenere gli sforzi in buona fede di coloro che negozieranno un trattato di divieto nucleare e a contrastare gli sforzi degli Stati dotati di armi nucleari di mantenere tali armi nucleari in perpetuo – ha dichiarato.

Secondo quest’organizzazione (NAPF), il trattato proposto dovrebbe: vincolare giuridicamente le parti nell’utilizzare, possedere e sviluppare armi nucleari, e assistere gli altri Stati in tali attività; lavorare in concerto con l’attuale regime di accordi di non proliferazione e disarmo; e rafforzare le norme contro le armi indiscriminate e offrire ai paesi un metodo per far fronte agli obblighi di disarmo.

Proiettandosi  verso il futuro, l’Associazione per il Controllo delle Armi ha detto che il trattato, per essere efficace, dovrebbe (a) specificare quali attività legate al possesso di armi nucleari, pianificazione della condivisione nucleare, sviluppo, produzione e collaudo sono proibite; (b) essere coerente con i trattati esistenti che vietano o limitano alcune attività correlate alle armi nucleari, tra cui il Trattato di Non Proliferazione (TNP); e (c) prevedere strade attraverso le quali gli Stati che ora possiedono armi nucleari, o fanno parte di alleanze con gli Stati dotati di armi nucleari, siano in grado di supportare il nuovo trattato di messa al bando delle armi nucleari prima di diventarne membri a pieno titolo. [IDN-InDepthNews – 31 Marzo 2017]

Foto: Sala dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Credit: Wikimedia Commons.

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fonte: http://www.nuclearabolition.info/index.php?option=com_content&view=article&id=978:un-takes-first-major-step-towards-a-nuclear-ban-treaty&catid=30:project-articles&Itemid=182