Discorso del Prof. Tilman Ruff (IPPNW) indirizzato alla conferenza ONU per le negoziazioni per un trattato che vieti le armi nucleari

New York, 29 marzo 2017

Questi negoziati sono frutto dell’iniziativa umanitaria, presentata dal presidente del ICRC (Comitato Internazionale della Croce Rossa) Kellenberger nel suo appello del 2010 ai corpi diplomatici a Ginevra, e del successivo riconoscimento delle catastrofiche conseguenze umanitarie di qualsiasi uso di armi nucleari nel documento finale della conferenza di revisione del TNP del 2010 che ha ricevuto un ampio consenso.

Siamo stati felici di sentire che tanti interventi si sono riferiti alle importanti conclusioni delle conferenze di Oslo, Nayarit e Vienna, pietre miliari per quanto riguarda le prove scientifiche dell’impatto umanitario.

La base fondamentale per questi negoziati è la devastazione totalmente catastrofica che sarebbe inevitabilmente causata da un qualsiasi utilizzo di armi nucleari; e finché queste ultime continuano ad esistere, l’allarmante e crescente rischio quotidiano del loro utilizzo. La detonazione di armi nucleari produce un calore tale da incenerire, potenti onde d’urto e sovrapressioni, radiazioni ionizzanti, e enormi quantità di fumo e fuliggine che possono alterare il clima della Terra, decimando l’agricoltura e provocando il rischio della fame per miliardi di persone in tutto il mondo.

Pensiamo che questo dovrebbe essere messo in primo piano nel preambolo del trattato.

La comprensione di ciò che le armi nucleari fanno, fa decadere tutti gli argomenti in favore del possesso di queste armi e richiede che esse siano urgentemente vietate ed eliminate in quanto questa è l’unica linea di condotta possibile commisurata al pericolo esistenziale che esse rappresentano.

Le più grandi federazioni mondiali di medici, infermieri e professionisti della sanità pubblica sono uniti in questa valutazione, che è circolata come documento di lavoro comune per questa conferenza.

Noi crediamo che i sopravvissuti agli impatti di armi nucleari, la società civile e le organizzazioni internazionali, e gli esperti dovrebbero partecipare in tutti i fori in cui si discute di armi nucleari, prima e dopo la conclusione di un trattato di divieto. Accogliamo con molto favore accordi di collaborazione produttiva con i governi in questa conferenza.

Raccomandiamo il riferimento ai diritti umani nel preambolo. Mentre i diritti umani sono di solito considerati come non-gerarchici e indivisibili, il diritto alla vita è, in realtà, una pre-condizione per il godimento di tutti gli altri diritti.

Raccomandiamo altresì il riconoscimento della nostra responsabilità collettiva di proteggere la vita e la salute delle generazioni future in una biosfera sana; e proteggere i più vulnerabili – in particolare le donne e le ragazze, e i bambini, che sono a maggior rischio di danno da esposizione a radiazioni ionizzanti.

L’imperativo di eliminazione nucleare per garantire la salute del pianeta non è opzionale o negoziabile – è il presupposto per la sopravvivenza e la continuazione della civiltà umana e la prosperità della vita sulla terra.

Infine, chiediamo che il trattato completamente esauriente nei suoi divieti. Potremmo non avere una seconda possibilità.

La ringrazio.