di Tim Wright

Per più di settant’anni la comunità internazionale ha avuto a che fare con la minaccia delle armi nucleari. Venerdì 7 luglio scorso, all’ONU, la maggior parte dei governi del mondo ha messo in chiaro il totale rifiuto di queste armi ripugnanti, portando a compimento la stipula di un trattato per una loro abolizione categorica e definitiva. È stato un momento di grande importanza storica.

Quando la Presidente della Conferenza di negoziazione, l’ambasciatrice del Costa Rica Elayne Whyte Gomez, ha sancito l’approvazione finale di questo storico accordo, i partecipanti sono scoppiati in un fragoroso applauso. “Siamo riusciti a piantare i primi semi di un mondo libero dalle armi nucleari”, ha detto. I diplomatici e gli attivisti, che hanno lavorato instancabilmente per anni al fine di rendere questo trattato una realtà, si sono abbracciati per festeggiare questa straordinaria conquista.

Al momento dell’adozione formale del trattato, sottoscritto da 122 nazioni, Setsuko Thurlow, sopravvissuta al bombardamento atomico di Hiroshima e a lungo paladina del disarmo, è stata travolta dall’emozione. Ha chiesto che i delegati si soffermassero un momento sulle vite di coloro che perirono nel 1945 o che morirono a causa di malattie legate all’esposizione alle radiazioni. Quando l’inferno giunse sulla terra Setsuko era una studentessa di 13 anni.

“Ogni persona che è morta aveva un nome. Ogni persona che è morta aveva degli affetti”, ha detto alla sala gremita di conferenzieri. “Ho aspettato questo giorno per settant’anni, e sono felicissima che sia finalmente arrivato. Questo è l’inizio della fine delle armi nucleari”. La Sig.ra Thurlow ha pregato tutti gli stati di non tornare mai più alla politica della deterrenza nucleare, rivelatasi fallimentare, e di non tornare mai più a investire sulla violenza nucleare anziché preoccuparsi dei bisogni dell’umanità.

Il trattato riconosce il danno provocato sia dall’impiego di armi nucleari sia dai test nucleari, a causa dei quali dal 1945 ci sono state più di duemila esplosioni in tutto il mondo. Si obbligano le nazioni a fornire assistenza alle vittime di questi atti efferati. Il suo mandato principale, come espresso nel preambolo, è assicurare che nessun altro soffra come hanno sofferto loro.

Abacca Anjain-Maddison, delle Isole Marshall (una nazione del Pacifico devastata dai test nucleari statunitensi degli anni ‘40 e ‘50) ha presentato una vigorosa dichiarazione conclusiva a nome dell’International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, le cui 400 organizzazioni non governative hanno lavorato per più di dieci anni in 100 nazioni al fine di realizzare il trattato.

“L’adozione di questo storico trattato oggi ci riempie di speranza, la speranza che gli errori del passato non saranno mai più ripetuti”, ha detto, enfatizzando il significato particolare del trattato per coloro che hanno sofferto le conseguenze di un attacco nucleare. “Alla fine la comunità internazionale ha riconosciuto quello che noi abbiamo sempre sostenuto: che le armi nucleari sono abominevoli e immorali”.

Anche i governi si sono espressi con fervore per festeggiare l’adozione del trattato. Tra questi il Sudafrica, che ha giocato un ruolo cruciale durante i negoziati essendo l’unica nazione ad aver prima costruito un arsenale nucleare e poi ad averlo eliminato completamente. “Lavorando fianco a fianco con la società civile, [oggi] abbiamo compiuto un passo straordinario per salvare l’umanità dal terribile incubo delle armi nucleari”, ha detto l’ambasciatrice sudafricana Nozipho Mxakato-Diseko. “Per noi, come paese, votare ‘sì’ a questo trattato è stato un atto dovuto … votare ‘no’ sarebbe stato un vero e proprio schiaffo alle vittime di Hiroshima e Nagasaki”.

Una sola delle nazioni che hanno partecipato ai negoziati ha in effetti deciso di votare contro il trattato. Sono i Paesi Bassi, i quali ospitano armi nucleari statunitensi sul proprio territorio. Il loro governo si oppone ad azioni decisive a favore del disarmo, nonostante l’enorme appoggio della cittadinanza.

I nove stati che detengono armi nucleari hanno tutti boicottato i negoziati, ed erano perciò assenti durante le votazioni. Alcuni avevano esercitato forti pressioni su altre nazioni per convincerle a non partecipare. Ma alla fine non sono riusciti nell’intento di fermare lo sviluppo dei negoziati. La dedizione e la determinazione della comunità internazionale di dichiarare ufficialmente illegali le armi nucleari erano evidenti sin dall’inizio dei negoziati.

Il trattato vieta agli stati membri di sviluppare, testare, produrre, fabbricare, trasferire, possedere, custodire, utilizzare o minacciare di utilizzare armi nucleari. Vieta anche che gli stati firmatari assistano, incoraggino o inducano chiunque a impegnarsi in una qualsiasi di queste attività, e inoltre non devono autorizzare la collocazione di armi nucleari sul proprio territorio.

Gli stati in possesso di armi nucleari possono aderire al trattato, purché accettino di rimuovere immediatamente lo status di operatività delle armi in funzione e di distruggerle secondo un piano vincolante dal punto di vista legale e temporale. Anche chi ospita armi nucleari di altre nazioni sul proprio territorio può aderire al trattato, a patto che le armi siano rimosse entro una certa data.

Il trattato sarà aperto alle firme il 20 settembre prossimo a New York, quando i leader mondiali si incontreranno per l’inaugurazione annuale dell’Assemblea Generale dell’ONU. “Se amate questo pianeta, firmerete il trattato”, ha detto Setsuko Thurlow. Sarà necessaria la ratifica di almeno cinquanta nazioni affinché il trattato acquisisca piena efficacia giuridica. Bisognerà quindi impegnarsi ancora molto per assicurare che sia reso effettivo e che diventi universale.

Con quasi 15.000 armi nucleari ancora presenti nel mondo, e considerando che tutte le potenze nucleari stanno investendo nel rafforzamento dei propri arsenali, si può dire che lo scopo ultimo di eliminare questa minaccia mortale che grava sull’umanità è ancora ben lontano. Ma adesso le Nazioni Unite hanno stabilito le fondamenta per rendere possibile un mondo libero dalle armi nucleari.

Il trattato sancisce disposizioni fortemente vincolanti, che molti si aspettano diventino fautrici di un grande cambiamento. Colma una delle principali lacune del diritto internazionale. Le armi nucleari – come le altre armi indiscriminate, incluse quelle chimiche e batteriologiche, le mine antiuomo e le munizioni a grappolo – sono ora categoricamente e definitivamente vietate.

Questo articolo fa parte di Ban Brief, una serie di aggiornamenti sugli storici negoziati del 2017 per la stipula di un trattato di messa al bando delle armi nucleari. Ban Brief è scritto da Tim Wright, direttore dell’area Asia-Pacifico dell’International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, e Ray Acheson, direttrice di Reaching Critical Will.

fonte: http://thebulletin.org/celebration-un-adopts-historic-nuclear-weapons-ban

Photo: Ari Beser

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