Giada

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About Giada Garavaglia

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11 03 2017

È ora che un trattato metta fine al pericolo nucleare

di Daisaku Ikeda

Lo scorso dicembre l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una storica risoluzione che richiedeva l’inizio di negoziati per l’approvazione di uno strumento giuridicamente vincolante per mettere al bando le armi nucleari. Nella risoluzione si prevedeva la convocazione di una prima conferenza alla fine di marzo presso la sede dell’ONU a New York, e si incoraggiavano i governi che vi prenderanno parte a fare del proprio meglio per arrivare rapidamente alla stipula di un trattato. Si auspicava inoltre la partecipazione e il contributo delle organizzazioni internazionali e dei rappresentanti della società civile.

Dobbiamo assolutamente cogliere questa opportunità di porre fine all’era delle armi nucleari. In questo momento esistono ancora più di 15.000 testate nucleari nel mondo. Le trattative per il disarmo nucleare sono in fase di stallo, mentre i piani di ammodernamento degli arsenali avanzano. La minaccia rappresentata da queste armi continua senz’altro a crescere.

Vorrei raccomandare l’avvio di un dialogo costruttivo ai prossimi negoziati ONU, e proporre l’organizzazione in tempi estremamente rapidi di un summit tra Stati Uniti e Russia per dare nuovo impulso al processo di disarmo nucleare.

Sulle spalle dei leader di questi due paesi grava un’enorme responsabilità: insieme possiedono più del 90% degli arsenali nucleari mondiali, che minacciano la vita di tutti gli abitanti del pianeta e potrebbero ridurre in cenere le civiltà che l’uomo ha forgiato nel corso dei millenni.

Sono passati più di 25 anni dalla fine della Guerra Fredda, ma la politica della deterrenza nucleare è ancora in auge, e circa 1.800 armi nucleari si trovano in stato di massima allerta, vale a dire che potrebbero essere lanciate con un preavviso di pochi attimi.

Cosa significa questo in realtà?

L’ex Segretario della Difesa statunitense William J. Perry ha recentemente riportato un […]

25 12 2016

Risoluzione ONU 23 Dicembre 2016

Il 23 dicembre 2016 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione storica per la convocazione nel 2017 dei negoziati su un trattato che vieti le armi nucleari. L’esito della votazione è stato di 113 nazioni a favore e 35 contro, con 13 astensioni.

In precedenza, la Prima Commissione [‘First Committee’] dell’Assemblea Generale, che si occupa di disarmo e sicurezza internazionale, aveva adottato una bozza della stessa risoluzione (risultati di voto: http://www.icanw.org/campaign-news/results/). Le spiegazioni di voto di seguito riportate [in inglese] sono state fornite in sede di Prima Commissione.

Molti degli stati che hanno votato sì nella Prima Commissione erano assenti al momento del voto in Assemblea Generale, presumibilmente a causa della tarda ora dei lavori, quando un certo numero di delegazioni governative aveva già chiuso per Natale.

STATO MEMBRO DELL’ONU

NO
ASTENSIONE
SPIEGAZIONE

Afghanistan



Assente al FC

Albania



No al FC

Algeria



Andorra

No

Angola*



Antigua e Barbuda



Arabia Saudita



Argentina



Spiegazione

Armenia


Astenuto

Australia

No

Spiegazione

Austria*



Azerbaigian



Bahamas*



Bahrein



Bangladesh



Barbados



Belgio

No

Spiegazione

Belize*



Sì al FC

Benin



Bhutan



Bielorussia


Astenuto

Birmania



Bolivia



Bosnia ed Erzegovina

No

Botswana



Brasile*



Sultanato del Brunei



Bulgaria

No

Spiegazione

Burkina Faso



Burundi*



Sì al FC

Cambogia



Camerun



Sì al FC

Canada

No

Spiegazione

Capo Verde*



Ciad



Cile*



Cina


Astenuto

Cipro



Colombia



Comore



Repubblica del Congo



Repubblica Democratica del Congo



Sì al FC

Repubblica di Corea

No

Spiegazione

Corea del Nord (DPRK)



Sì al FC

Costa d’Avorio



Costa Rica*



Croazia

No

Cuba



Danimarca

No

Spiegazione

Dominica



Sì al FC

Ecuador*



Egitto*



El Salvador*



Emirati Arabi Uniti



Eritrea



Estonia



No al FC

Etiopia



Figi*



Filippine*



Finlandia


Astenuto
Spiegazione

Francia

No

Spiegazione

Gabon



Gambia



Sì al FC

Georgia



Germania

No

Spiegazione

Ghana



Giamaica*



Giappone

No

Spiegazione

Gibuti



Assente in FC

Giordania



Grecia

No

Spiegazione

Grenada*



Sì al FC

Guatemala*



Guinea



Sì al FC

Guinea-Bissau*



Sì al FC

Guinea Equatoriale



Guyana



Astenuto al FC

Haiti



Honduras*



Assente al FC

India


Astenuto
Spiegazione

Indonesia*



Iran



Spiegazione

Iraq



Irlanda*



Islanda

No

Spiegazione

Israele

No

Italia



No al FC

Kazakistan



Kenya*



Kirghizistan



Astenuto al FC

Kiribati



Kuwait



Laos



Lesotho



Lettonia

No

Spiegazione

Libano



Liberia*



Libia*



Liechtenstein*



Lituania

No

Spiegazione

Lussemburgo

No

Spiegazione

Macedonia



Madagascar



Malawi*



Sì al FC

Maldive



Malesia*



Mali


Astenuto

Malta*



Marocco


Astenuto
Spiegazione

Isole Marshall*



Mauritania*



Mauritius



Messico*



Micronesia

No

Moldavia



Principato di Monaco

No

Mongolia



Assente al FC

Montenegro

No

Spiegazione

Mozambico



Namibia*



Nauru*



Sì al FC

Nepal



Nicaragua


Astenuto

Niger



Nigeria*



Norvegia

No

Spiegazione

Nuova Zelanda*



Oman



Paesi Bassi


Astenuto
Spiegazione

Pakistan


Astenuto
Spiegazione

Palau*



Panama*



Papua Nuova Guinea*



Paraguay*



Perù*



Polonia

No

Spiegazione

Portogallo

No

Spiegazione

Qatar



Regno Unito

No

Repubblica Ceca

No

Spiegazione

Repubblica Centrafricana



Sì al FC

Repubblica Dominicana*



Romania

No

Spiegazione

Ruanda



Sì al FC

Russia

No

Spiegazione

Saint Kitts e Nevis



Saint Lucia*



Saint Vincent e Grenadine *



Samoa*



Sì al FC

San Marino*



Isole Salomone



Sì al FC

São Tomé e Príncipe



Senegal



Assente al FC

Serbia

No

Seychelles



Sierra Leone*



Singapore



Siria



Slovacchia

No

Spiegazione

Slovenia

No

Spiegazione

Somalia



Sì al FC

Spagna

No

Spiegazione

Sri Lanka*



Stati Uniti d’America

No

Spiegazione

Sudafrica*



Sudan


Astenuto

Sudan del Sud



Suriname



Svezia



Spiegazione

Svizzera


Astenuto
Spiegazione

Swaziland*



Sì al FC

Tagikistan



Assente al FC

Tanzania



Thailandia*



Timor Est



Togo



Tonga



Trinidad e Tobago*



Tunisia



Turchia

No

Spiegazione

Turkmenistan



Sì al FC

Tuvalu*



Sì al FC

Ucraina



Uganda



Ungheria

No

Spiegazione

Uruguay*



Uzbekistan


Astenuto

Vanuatu



Astenuto al FC

Venezuela*



Vietnam*



Yemen



Zambia*



Sì al FC

Zimbabwe



TOTALE
113
35
13

 

* Co-sponsor della risoluzione

Lista dei 57 co-sponsor:
Angola, Austria, Bahamas, Belize, Brasile, Burundi, Capo Verde, Cile, Repubblica Democratica del Congo, Costa Rica, Ecuador, Egitto, El Salvador, Figi, Filippine, Giamaica, Grenada, Guatemala, Guinea-Bissau, Honduras, Indonesia, Irlanda, Kenya, Liberia, Libia, Liechtenstein, Malawi, Malesia, Malta, Isole Marshall, Mauritania, Messico, Namibia, Nauru, Nigeria, Nuova Zelanda, Palau, Panama, Papua Nuova Guinea, Paraguay, Perù, Repubblica Dominicana, Saint Lucia, Saint Vincent e […]

12 11 2016

Trump sarà un altro Presidente repubblicano per il disarmo nucleare?

di Hans M. Kristensen, 09 novembre 2016

Il partito repubblicano approva la riduzione delle armi nucleari, sempre che non sia proposta da un presidente democratico.
È questo il succo di decenni di politica americana per quanto riguarda la gestione delle armi nucleari e il controllo degli armamenti.
Se questo trend dovesse proseguire, potremmo aspettarci che il nuovo governo Trump riduca l’arsenale atomico statunitense più di quanto ha fatto l’amministrazione Obama.
Sul serio? Sì, sembra strano, ma il dato è lampante: nel periodo successivo alla Guerra Fredda, i governi repubblicani (finora) hanno ridotto gli arsenali atomici degli USA più di quanto abbiano fatto quelli democratici (vd. Tabella sotto).

Pur non guardando al numero di armi presenti (tenendo conto che gli arsenali sono stati ridotti) ma osservando solamente quanto siano diminuite le risorse nucleari, la storia parla chiaro: i presidenti repubblicani hanno attuato politiche di disarmo maggiori rispetto ai loro analoghi democratici (vd. Tabella sotto).

Sembra un po’ un mistero, perché generalmente ci si immagina un presidente democratico come più propenso a proporre una diminuzione delle armi nucleari. Il Presidente Obama lo ha fatto diverse volte. Ma tutte le volte che i presidenti democratici hanno proposto una riduzione delle armi atomiche, l’opposizione repubblicana ha vigorosamente obiettato. Tuttavia i parlamentari repubblicani non si opporrebbero a una riduzione dell’arsenale atomico degli USA qualora fosse proposta da un presidente repubblicano.

Al contrario, i parlamentari democratici non si opporrebbero a una riduzione proposta dai repubblicani e neanche alla proposta di un presidente democratico.
Il risultato è che se il partito repubblicano controlla sia la Casa Bianca che il Congresso, come succede adesso, all’alba delle recenti elezioni, la possibilità di ridurre in maniera significativa le armi nucleari diventa plausibile.
Se Donald Trump porterà avanti la tradizione repubblicana è ancora da vedere. […]

29 10 2016

Dichiarazione pubblica della Soka Gakkai Internazionale (SGI) alla 71° Sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite Ottobre 2016, New York

Sintesi

La recente presentazione da parte di un gruppo di stati della L.41 – una bozza di risoluzione per la convocazione di una conferenza ONU nel 2017 per la negoziazione di uno strumento giuridico vincolante che vieti l’uso delle armi nucleari – dimostra la ferma volontà della comunità internazionale di eliminare queste armi di distruzione di massa.

In quanto organizzazione basata sulla fede buddista dedita alla promozione dell’educazione di base per l’abolizione delle armi nucleari, la SGI desidera presentare la seguente dichiarazione per dare il suo contributo a sostegno delle deliberazioni della 71° sessione della Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

 

La disastrosa logica della deterrenza nucleare

È ormai sempre più palese che una logica a sostegno delle armi nucleari sia di per sé fallimentare. Nonostante si asserisca il contrario, esse non rappresentano una garanzia efficace della sicurezza nazionale, men che meno di quella umana. Lo spettro terrificante del terrorismo nucleare mette a nudo questa verità.

La devastazione causata dalle armi nucleari è talmente indiscriminata, incontenibile e duratura da aver reso tacitamente condivisa l’idea che esse siano di fatto inutilizzabili e che non abbiano alcuna reale utilità militare. La deterrenza, basata sulla minaccia implicita di un uso reale, costituisce a oggi la loro unica funzione. Ma anche questo “uso del non-uso”, che costringe i popoli della Terra a convivere con la minaccia costante di una apocalisse nucleare, ha degli impatti umanitari inaccettabili. L’idea che ciò sia compatibile con l’interesse della sicurezza degli stati e dei loro cittadini risulta incomprensibile.

 

Una minaccia alla sicurezza umana

In un mondo con bisogni in crescita e risorse finite, il bilancio tra costi e opportunità delle armi nucleari è diventato sempre più insostenibile.

Se le immense risorse attualmente dedicate alle armi nucleari fossero spese in campi come l’igiene, […]

30 09 2016

Gruppo di governi prepara una risoluzione per dare inizio alla negoziazione di un trattato sulla messa al bando delle armi nucleari

28 settembre 2016

Un gruppo di governi membri dell’ONU ha preparato una proposta di risoluzione per dare inizio ai negoziati su un trattato internazionale per la messa al bando delle armi nucleari. Il documento è stato diffuso mercoledì scorso dai suoi principali promotori – Austria, Messico, Sudafrica, Irlanda, Brasile e Nigeria – e segue le indicazioni del recente Open Ended Working Group organizzato dalle Nazioni Unite, durante il quale la stragrande maggioranza degli stati presenti si era dichiarata favorevole alla richiesta di aprire i negoziati per un trattato sulla messa al bando delle armi atomiche entro il 2017.

Nella proposta si convocherebbe una conferenza delle Nazioni Unite al fine di “negoziare uno strumento giuridicamente vincolante per vietare le armi nucleari, che porti verso la loro totale eliminazione”, da svolgersi nel 2017 durante due sessioni per un totale di 20 giorni di lavoro.

L’adozione di questa risoluzione segnerebbe una vera e propria svolta verso il disarmo nucleare. Le armi atomiche sono le uniche armi di distruzione di massa non ancora esplicitamente vietate da un trattato internazionale, a differenza di quanto è accaduto per le armi chimiche e biologiche. Nel corso degli ultimi anni, questo aspetto è stato riconosciuto essere un’anomalia e un ostacolo lungo il cammino verso il disarmo.

Nell’annunciare la proposta di risoluzione all’Assemblea Generale dell’ONU di New York, il Ministro degli Affari Esteri austriaco Sebastian Kurz ha affermato che “l’esperienza dimostra che il primo passo per eliminare le armi di distruzione di massa è quello di vietarle attraverso norme giuridicamente vincolanti”.

Ci si aspetta una ferma opposizione da parte degli stati che detengono armi nucleari. Alcuni hanno già spedito le loro “démarches”, istruzioni diplomatiche in cui si chiede ai governi di ritirare l’appoggio ai negoziati. Molti si aspettano […]

14 04 2016

One Billion Act of Peace 2016 Hero Awards

Il Summit Internazionale dei giovani per l’abolizione delle armi nucleari, cui Senzatomica ha partecipato ad Agosto 2015, e la solenne promessa formulata (https://internationalyouthsummit.org/pledge/) sono stati nominati per il One Billion Acts of Peace 2016 Hero Award nella categoria ‘Up and Coming Peacemaker’.

One Billion Acts of Peace è un’iniziativa sostenuta dalle Nazioni Unite con l’obiettivo di creare UN MILIARDO di Atti di Pace in tutto il mondo entro il 2019. La campagna è guidata da 13 premi Nobel, tra cui il Dalai Lama e l’arcivescovo Desmond Tutu, che ispirano attivamente la pace e le azioni dirette al cambiamento, creando Atti di Pace e di costruzione di comunità in ogni angolo del mondo.

È possibile sostenere la candidatura votando tutti i giorni fino al 12 Maggio.

VOTIAMO E DIFFONDIAMO!

CLICCA QUI PER VOTARE

29 12 2014

“Questo futuro non è obbligatorio, ma è il futuro che ci attende se non facciamo qualcosa.”

06.12.2014 – Tony Robinson

Queste sono state le drammatiche parole con cui il dottor Ira Helfand ha aperto oggi la prima tavola rotonda del forum della società civile organizzato dall’International Campaign Against Nuclear Weapons a Vienna.

 

Il forum raduna 600 attivisti, giovani ed esperti di 70 paesi e si tiene alla vigilia della conferenza inter-governativa sugli impatti umanitari delle armi nucleari organizzata l’8 e 9 dicembre dal governo austriaco, con la partecipazione di oltre 150 paesi.

La tavola rotonda di apertura, intitolata “Armi nucleari – perché ce ne importa?” è stata preceduta dalla straziante a drammatica testimonianza di una sopravvissuta alla bomba di Hiroshima.

A tredici anni Setsuko Thurlow e le sue compagne di scuola venivano addestrate a decifrare codici e messaggi segreti in una struttura alla periferia di Hiroshima; all’improvviso ha visto una luce accecante e avuto la sensazione di fluttuare nell’aria. Quando ha ripreso i sensi si è ritrovata sotto una catasta di macerie; con l’aiuto di altre ragazze imprigionate è riuscita a strisciare fuori insieme a due amiche.

Lo spettacolo che si sono trovate davanti le ha lasciate senza fiato: figure a mala pena umane venivano loro incontro, alcune con gli intestini e i globi oculari che sporgevano dal corpo, la pelle bruciata e i capelli ritti in testa, scheletri ambulanti e persone mezze morte.

Facendosi strada tra i cadaveri, le ragazze si sono dirette verso le colline in cerca d’acqua, aiutando altri sopravvissuti come potevano. Senza tazze o secchi per trasportare l’acqua, potevano solo bagnarsi le camicette e passarle in giro perché la gente le succhiasse.

Setsuko ha raccontato in modo vivido l’esperienza, lasciando il pubblico inebetito e commosso e descritto ciò che è successo nei giorni seguenti: la gente che moriva, i parenti perduti, gli amici […]

24 12 2014

Auguri 2014

24 04 2013

Comunicato Stampa B61 – Archivio Disarmo

12 04 2013

Per il bene di tutti le armi nucleari vanno sradicate

Cari Amici, ho appena aderito alla campagna Senzatomica per il sostegno dell’Italia all’abolizione delle armi nucleari. Fallo anche tu: www.senzatomica.it/goodbyenukes/

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