Godzilla è tornato – e ha qualcosa da dire

Riportiamo un interessante articolo di Joe Cirincione (presidente della Ploughshares Fund) preso dalla raccolta Good Reads di iCan.

Questo fine settimana Godzilla, la lucertola nucleare più amata al mondo, torna a ruggire al grande schermo. Questa volta in 3D e con un nuovo e potente messaggio antinucleare.

Il Godzilla originale del 1954, noto in Giappone come Gojira, era un film solenne e pensoso che esplorava la dolorosa e frustrante relazione tra i giapponesi e le armi nucleari statunitensi, come abbiamo approfondito nel nostro post precedente. Ottenne anche un enorme successo commerciale e di critica, e diede vita al nuovo genere cinematografico dei mostri giganti o kaiju, e a dozzine di sequels, remakes e imitazioni.

Per il regista Gareth Edwards, il nuovo Godzilla replicherà sia il successo sia la morale del film originale. “Abbiamo cercato di metterci qualcosa in più rispetto a un semplice film di mostri”, ha detto all’Associated Press, “perché l’originale era indiscutibilmente una metafora di Hiroshima e Nagasaki, un film molto serio, cosa che ci ha spronato a cercare di trasmettere quella stessa atmosfera [anche in questo film]”.

Il regista ha modernizzato la storia aggiungendo le centrali nucleari agli avvertimenti originali a proposito delle armi atomiche. Il film si apre con un disastro che ha luogo presso un reattore nucleare giapponese – palese riferimento all’incidente del 2011 all’impianto di Fukushima.

Ma le cose si complicano ancora di più. Mentre “nel film originale del 1954 Godzilla rappresentava la minaccia distruttiva del nucleare dopo che gli Stati Uniti l’avevano scagliata sul Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale”, riferisce Edwards, “nel 2014, Godzilla e gli altri mostri si nutrono di radiazioni, quindi prendono a tiro tutte le nazioni con armi nucleari”.

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